
Irrigidire a livello regionale il criterio, e poi dover derogare ad una delibera per città turistiche, è un non senso. Lasciamo ai comuni la possibilità di decidere sulle aperture festive e domenicali. Meglio ancora sarebbe dare possibilità di scelta ai negozi stessi: scelgano in base alla loro clientela, al luogo della città in cui si trovano, e ovviamente alla merceologia, quali festività tenere aperto.
L’esempio lampante dei negozi chiusi un intero finesettimana, in occasione del 1° Maggio, ha danneggiato chi si serve nel negozio di prossimità, avvantaggiando i grandi centri commerciali che invece hanno poi aperto la domenica. Ma che dire di coloro che non possono raggiungerli? Ebbene probabilmente chi vende alimentari in zone non servite da supermercati, avrebbe fatto un servizio alla città, tenendo aperto.
Senza toccare poi il tasto dolente del centro di una città come Modena, che vantava musei, monumenti e chiese aperte, il 1° maggio, ma non i negozi: alla faccia della vocazione turistica tanto sbandierata
(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL)




