
La presa di posizione dei sindacati edili modenesi arriva in contemporanea con le iniziative che oggi – venerdì 14 maggio – organizzazioni sindacali e datoriali presentano in tutta Italia per ricordare gli Stati generali dell’edilizia, che si tennero il 14 maggio 2009 a Roma. «Ribadiamo quanto chiesto un anno fa. Innanzitutto occorre superare il patto di stabilità degli enti locali per garantire investimenti sulle infrastrutture, ammodernare il paese, mettere in sicurezza il territorio, curare le manutenzioni delle reti di acqua e gas. Chiediamo – prosegue la Flc – tempi certi per i pagamenti dei lavori pubblici. L’indebitamento delle imprese per lavori già effettuati, insieme alla stretta creditizia imposta dalle banche, rischia di creare un mix esplosivo che mette fuori gioco le aziende bruciando posti di lavoro».
I sindacati chiedono la modifica della normativa sulla cassa integrazione per armonizzarla con l’industria e permettere alle imprese edili, in caso di sospensione dell’attività lavorativa, di far fronte alle crisi con uno strumento più adeguato. «L’edilizia – ricordano Cgil-Cisl-Uil – è composta da piccole, a volte piccolissime imprese che spesso hanno solo un cantiere aperto, per cui diventa quasi impossibile la ripresa e la riduzione dell’orario di lavoro». Nei giorni scorsi sono stati rinnovati i principali contratti nazionali dell’edilizia; oltre all’aspetto economico, affrontano temi importanti come la regolarità del settore, la sicurezza, la formazione professionale, la tutela e l’integrazione al reddito dei lavoratori.
«I nuovi accordi nazionali rappresentano un primo passo per affrontare i problemi del settore. Ora – concludono Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil – tocca al governo fare la sua parte per far ripartire uno dei motori dell’economia italiana».



