
I sindacati aggiungono che fino all’anno scorso l’aumento delle tariffe, pur non condiviso, era in qualche modo accompagnato da importanti investimenti che gli enti gestori si impegnavano a effettuare per migliorare la qualità ed efficienza del servizio idrico. Quest’anno la situazione è diversa.
«Mentre Aimag e Sorgea hanno formalmente confermato gli investimenti sulla rete idrica, rispettivamente per 7 milioni e 2,7 milioni di euro annui, – informano Cgil-Cisl-Uil – Hera, oltre all’aumento elevato delle tariffe, ha annunciato un calo degli investimenti che ammonta a 14,8 milioni di euro nel triennio 2010-2012. Tutto questo risulta inaccettabile in quanto ridurre gli investimenti in questo settore significa far calare le commesse pubbliche affidate alle imprese del territorio, con le inevitabili ricadute negative anche sull’indotto».
Per queste ragioni i sindacati chiedono all’assemblea dei sindaci, chiamata ad approvare gli aumenti proposti da Ato, di rivedere l’incidenza degli aumenti e soprattutto, svolgendo il loro ruolo di proprietari, di sollecitare Hera a confermare il livello degli investimenti degli anni passati, anche perché l’ammodernamento delle rete idrica modenese non può certamente essere ritenuto completato.
«Quanto alla politica di Hera, ribadiamo un concetto già espresso altre volte: vorremmo – concludono Cgil-Cisl-Uil di Modena – che questa multiutility guardasse meno alla Borsa e più alle esigenze del territorio».


