
“Come giovani Democratici non ci stiamo – afferma il segretario provinciale Tommaso Fregni – questa legge ci riporterà indietro di secoli. Servono interventi seri e mirati alla cattura di criminali, noi diciamo sì alle intercettazioni per far vincere i cittadini onesti e non i disonesti”.
La legge prevede multe altissime per editori e giornalisti che pubblicano parte delle intercettazioni telefoniche anche se dimostrano atti illeciti. L’Italia scende così dal 65° al 74° posto nell’indice della libertà di stampa dell’istituto Freedom House.
Non si potranno pubblicare intercettazioni se non dopo la sentenza di primo grado (anni dopo, quanto la gente non si ricorderà nemmeno cosa fosse accaduto); le intercettazioni ambientali si potranno effettuare solo in luoghi pubblici (stop alle cosiddette ”cimici”); i Pubblici Ministeri, trascorsi i primi 75 giorni, dovranno rinnovare il permesso per fare intercettazioni di qualsiasi genere ogni tre giorni (quando servono mesi e mesi per sgominare associazioni a delinquere). Inoltre i reati di pedofilia saranno paragonati al furto di arance al mercato.



