
I sostenitori del “vieni pure clandestino, qui si vince sempre” – ha rincarato Aimi – non si sono poi lasciati sfuggire l’occasione per spargere col ventilatore le solite accuse definendo il centro modenese un “lager moderno” e le espulsioni come “moderne deportazioni”. Roba da non credere. Lor “signori”, prima utilizzando inopportuni parallelismi, poi alzando i toni oltre misura, rischiano di portare, così come è gia’ successo in passato, a situazioni di potenziale rischio a danno degli operatori che lavorano all’intero della struttura, volontari in primis.
Complice dicevamo il caldo, un’qualche fanatico, a corto di rotelle e pronto chissà a quali gesti purtroppo lo si trova sempre. In tutto questo – ha poi sottolineato Aimi – colpisce, e non poco, il silenzio calato sulle bocche della sinistra nostrana imbarazzata sulla scelta : cie si , cie no ; un po’ come l’asino di Buridano che, non sapendo se mangiare prima la biada o bere prima l’acqua , fini’ per morire di fame e di sete. I compagni, sempre pronti a strillare ad ogni batter di ciglio, con particolare predilezione per il Governo, sono ricaduti nel mutismo più assoluto.
Questa volta non hanno nemmeno balbettato , fedeli , su questi temi alla politica del ” Mi, Mo , Ma” . Già, proprio loro che con politiche dissennate di accoglienza, hanno creato le condizioni migliori per un autentica invasione. E questo silenzio assordante preoccupa, perché – ha concluso Aimi – a pensar male potrebbe essere interpretato come un (gravissimo) tacito assenso”.




