
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Protezione civile Emilia-Romagna e Gvc, presente dal 2000 nel campo profughi di Tindouf, dove sopravvivono – in buona parte grazie agli aiuti internazionali – oltre 200mila Saharawi. La jaima, così si chiama la loro abitazione, è una tenda di 15 metri quadrati, dove vive una famiglia, composta in media da cinque persone. A causa delle pessime condizioni climatiche ogni jaima dura in media cinque anni. Nel 2008, anche a causa dell’alluvione del 2006, ne servivano in modo urgente almeno 8mila; per questo, dopo alcuni sopralluoghi nei campi, la ong bolognese ha proposto un progetto che è stato finanziato con 140mila euro (in due tranche) dalla Protezione civile dell’Emilia-Romagna, seguita subito dopo dalla Regione Marche.
“Le necessità superano di gran lunga quel che ognuno può fare – commenta Patrizia Santillo, presidente di Gvc – ma l’essenziale è partire, iniziare a dare un contributo concreto e impegnarsi per proseguire”. Con il progetto appena concluso ogni famiglia ha ricevuto 60 metri di tela esterna, 60 per l’interno, 2 pali di bamboo, 120 metri di corda e 12 picchetti di almeno mezzo metro, provvedendo poi a cucire e montare la jaima.




