
L’introduzione di Sauro Gelichi risponde all’esigenza di ordinare una tematica complessa e articolata, come complesse e articolate sono le dinamiche grazie alle quali i monasteri sono nati e hanno acquisito ciascuno un proprio significato culturale, economico, politico e territoriale.
Durante l’Alto Medioevo tutta la regione vede il diffondersi di monasteri e abbazie. Questi luoghi sono stati indubbiamente centri di vita religiosa ma spesso anche custodi e propulsori di cultura, nonché amministratori di vasti beni immobiliari. La carrellata su alcune delle più note realtà monastiche della regione –Nonantola, Pomposa, Sant’Antonio in Polesine di Ferrara- intende evidenziare le diverse modalità di origine e di rapporto con i singoli territori, al di là di una vocazione spirituale e di un’evidenza materiale e architettonica piuttosto omogenee. Ci guidano in questo percorso Alessandra Cianciosi per Nonantola, Paola Novara per Pomposa e Chiara Guarnieri per Sant’Antonio in Polesine; la parte finale è introdotta da Mauro Librenti che presenta alcuni monasteri del Basso Medioevo interessati di recente da indagini archeologiche.
Un’attenzione speciale è riservata al monastero di Santo Stefano di Bologna, al centro di un importante progetto di restauro. Il monastero, noto ai bolognesi come le Sette Chiese, è ricordato come “monasterium qui vocatur Jerusalem” nei documenti scritti già alla fine del IX secolo. La Chiesa del Santo Sepolcro, con la famosa edicola del Calvario, è uno dei rari edifici al mondo in grado di indicarci come potesse essere nell’immaginario medievale la vera e propria chiesa del Sepolcro a Gerusalemme.
L’intero complesso di Santo Stefano riproduce in maniera simbolica le tappe della passione di Cristo, in una sorta di via crucis che i devoti potevano percorrere in sostituzione del pellegrinaggio nella Città Santa: lo confermano gli stessi nomi degli ambienti rimasti, il cortile di Pilato, la chiesa del Sepolcro e la chiesa della Resurrezione
Renata Curina, Beatrice Borghi e Tiziana Lazzari offrono un aggiornato panorama delle affascinanti ricerche finora condotte sulla storia di questo splendido complesso e sul suo rapporto con la città e il territorio.
L’incontro, aperto a tutti, è organizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e dall’Università di Bologna. L’iniziativa fa parte degli eventi organizzati nell’ambito della Settima Edizione della Festa della Storia che si tiene a Bologna dal 16 al 24 ottobre 2010.



