
Scritto dopo un incontro con Mezzanasca (soprannome di Santino Di Matteo), primo pentito a rivelare la verità sulla strage in cui morì il giudice Falcone, “Il bambino che sognava i cavalli” nasce dalla volontà di parlare di un fatto di cronaca che, per la ferocia che lo contraddistinse, impressionò l’opinione pubblica, ma fu presto dimenticato. L’autore, che nel libro inchiesta ha raccolto le testimonianze di familiari, magistrati e avvocati, è invece convinto che quella morte atroce abbia contribuito a infliggere agli uomini del disonore decine e decine di ergastoli, a rompere il fronte dell’omertà che li proteggeva, a infondere nella gente la rabbia e l’indignazione servite a spezzare la terribile catena del silenzio.
Durante la serata modenese Pino Nazio, attualmente inviato del programma di Rai 3 “Chi l’ha visto”, converserà con Mariapia Cavani. L’iniziativa, a ingresso libero, è organizzata dall’associazione L’Asino che vola, nell’ambito della nuova programmazione dello spazio Tenda, gestito dall’assessorato alle Politiche giovanili e dedicato questo mese allo “Stomaco”.



