
Quando parliamo di carriera delle donne, di ruoli di primo piano nella politica, nell’economia e nella società, le argomentazioni che principalmente vengono usate a riguardo, cioè l’estensione della rete di servizi all’infanzia, il welfare per la terza età, etc., diventano armi necessarie sì, ma non risolutive: non c’è nido che tenga fronte a riunioni serali, impegni in giornate festive, orari flessibili nel senso di prolungati.
E allora? Certo cambiare l’organizzazione del lavoro, sfatare il mito, come è avvenuto nei Paesi nordici, che i lavori importanti si possono svolgere solo senza limite orario, è l’obiettivo da non perdere di vista. Forse lo raggiungeremo quando una moltitudine di donne avrà potere di decidere nella politica e nell’economia.
Nel frattempo, però, non possiamo prescindere dall’altra riorganizzazione che possiamo avviare da subito: dividere la responsabilità della cura della casa e della famiglia con gli uomini. Credo che se il problema della cura pesasse equamente sui generi, esso diverrebbe finalmente un problema della società a cui mettere mano, e non più solo una questione di donne.
(Maria Mondelli, Consigliera provinciale di parità)



