
L’arcivescovo, che non aveva potuto essere presente nel dicembre scorso alla prima apertura della chiesa, ha rispettato l’impegno assunto in quell’occasione e ha portato la personale benedizione all’antica frazione, dove mosse i primi passi la storia di Fiorano, sulle rive del Torrente Fossa che allora proseguiva la sua corsa verso Formigine e Modena.
Nella corso della Messa concelebrata insieme al parroco di Ubersetto don Angelo Lovati e al parroco di Fiorano don Giuseppe Albicini, l’arcivescovo ha ricordato l’importanza della presenza delle chiese e dei campanili nel territorio, perché collega la terra al cielo, testimoniando la presenza di Dio. Richiamandosi alle Letture del giorno, ha Mons. Lanfranchi ha ricordato come Dio ami la semplicità e ad essa garantisca la sua paterna attenzione. San Pietro di Cameazzo è anche il segno delle origini della comunità, è la consapevolezza del passato indispensabile per costruire il futuro.
Il sindaco Claudio Pistoni ha ringraziato l’arcivescovo e gli ha consegnato le due litografie di Nani Tedeschi realizzate in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
“Il recupero della Corte Cameazzo è positivo – aveva già dichiarato il sindaco Claudio Pistoni – perché la chiesa fa parte del nostro patrimonio storico e ha un valore simbolico oltre che culturale; qui sono state scritte pagine significative della nostra storia. Non mancheranno le opportunità e le occasioni per continuare ad approfondire le vicende di Cameazzo e il periodo medievale della nostra storia. Nel frattempo abbiamo realizzato un parcheggio per le automobili a servizio anche della sede degli Alpini, ospitata nelle ex scuole elementari della frazione. I due edifici pubblici di Cameazzo, la chiesa e la scuola, sono stati salvati e possono continuare a svolgere il loro ruolo di ‘segno’ della presenza di una comunità, perché è ancora vivo il senso di appartenenza in chi a Cameazzo è nato o abita”.




