
Chiudendo il suo mandato commissariale, iniziato il 18 febbraio 2010 dopo le dimissioni di Flavio Delbono, travolto dal ‘Cinzia-gate’, Cancellieri, attorniata dalla sua giunta prefettizia al completo e con i direttori amministrativi schierati in prima fila in sala Bianca, spiega che il momento piu’ difficile “e’ stato quando, facendo il bilancio, abbiamo dovuto adottare provvedimenti sul welfare, la difficolta’ maggiore e’ stata far capire alla citta’ che abbiamo fatto quelle scelte non da ‘Nonna lupo’ che e’ stato detto, ma perche’ non avevamo alternative”. Cioe’ non c’erano le risorse per evitare ritocchi ai servizi o aumenti delle tariffe.
Cancellieri si dice poi “assolutamente non pentita” di aver rifiutato di candidarsi a sindaco e ribadisce piu’ volte che tutto il lavoro svolto in oltre un anno “e’ stato un lavoro di squadra, fatto insieme a tutti i subcommissari e alla classe dirigente del Comune che saputo sempre fare fronte in modo straordinario”. Quanto alle critiche che talvolta non sono mancate, il commissario osserva “se una persona piace a tutti, vuol dire che non sta facendo nulla. Ogni volta che si fanno delle scelte, si scontenta qualcuno. Ma io so di aver agito sempre con la massima serieta’, cosi’ come la squadra ha lavorato solo per il bene della citta’ e mai per l’interesse personale. Se poi ho sbagliato qualcosa, chiedo scusa”. Il suo unico rimpianto, non essere riuscita a intervenire su Villa Aldini e Villa Chigi, due dei luoghi piu’ suggestivi immersi nel verde della collina bolognese.




