
«Forse la ministra Gelmini pensava di riuscire nel miracolo dei pani e dei pesci. Si deve accontentare di essere considerata una “manodiforbice”. Non si possono cancellare 87 mila posti di docente e far credere di essersi limitata ad eliminare gli sprechi. Sono state cancellate invece modalità didattiche apprezzate – come il tempo pieno – e la possibilità di rispondere alle istanze delle famiglie. Tra i 121 insegnanti in meno attrabuiti al modenese per il prossimo anno scolastico, ci sono anche gli 11 di scuola primaria, con la conseguenza di non poter rispondere a tutte le nuove richieste di sezioni a tempo pieno. Quanto accade a Castelvetro, è emblematico: nonostante le istanze avanzate, 17 famiglie non potranno iscrivere i propri bambini al modello didattico prescelto. Per loro il tempo pieno è proibito.
Per individuare i 17 “esclusi”, rispetto ai 42 che ne hanno fatto domanda, la scuola è poi costretta a utilizzare criteri estranei alle esigenze di apprendimento dei bambini e al principio di omogeneità con cui si forma una classe. E’ necessario un impegno di tutti a tutti i livelli perché il ministro riveda la propria scelta sugli organici, che mortifica le esigenze didattiche e impedisce alla scuola di assolvere al proprio compito costituzionale con la serenità necessaria. Oggi è stato firmato il cosiddetto decreto “sviluppo”, ma in esso non vi è traccia di una moratoria sui tagli agli organici (19700 per il prossimo anno). Quale sviluppo possiamo garantire al Paese se non investiamo nella conoscenza e negli apprendimenti dei propri cittadini?».




