A Reggio Emilia fa discutere l’Italia che avevamo sognato e non si è dimostrata tale. E la notizia è che destra e sinistra si trovano d’accordo a raccogliere la provocazione di Loris Cavalletti, segretario della Fnp Cisl di Reggio Emilia nella giornata conclusiva del meeting che per tre giorni, tra Reggio e Guastalla, ha coinvolto diverse centinaia di persone. Non passa certo inosservato l’intervento di don Giuseppe Dossetti, nipote e omonimo del sacerdote costituzionalista, che ha espresso il timore che “proprio mentre si parla della fine del berlusconismo, possa risorgere il materialismo storico in una certa sinistra che afferma troppo semplicemente ‘l’Italiano ha capito che avevamo ragione’. Certo, è un ventennio che è stato quello che è stato ma dire semplicemente ‘avevamo ragione’ è un’analisi sbagliata, perché non è rispettosa del popolo italiano. Mio zio, dopo il fascismo, propose un’analisi sul perché il fascismo ebbe successo. Ora, così, mi pare che anche questi ultimi venti anni debbano essere analizzati senza spirito saccente”.

E l’Italia che avevamo sognato, quindi? Se ne dibatte attorno al tema “Costituzione”. L’attacco di Pier Luigi Castagnetti, parlamentare Pd, non è dei più lievi: “Non è l’Italia che avevamo sognato perché si impoverisce la Costituzione. E’ in corso un processo di decostituzionalizzazione e desacrilizzazione della nostra carta. A forza di attaccarla si è riusciti a renderla, in una immagine abbastanza diffusa, una legge come le altre. Così si rende fragile la democrazia. Invece, la Costituzione non ha scadenze come i prodotti alimentari, ha principi e valori che vanno oltre il tempo”. Emerenzio Barbieri, parlamentare Pdl si dice “d’accordo: la Costituzione va difesa nella sua integrità, ma questo andava fatto anche quando la si è toccata nel 2001, inserendo il tema della legislazione concorrente, per cui competono Regioni e Stato. Eppure se in Italia ci fosse un clima diverso la si potrebbe riformare in alcuni campi condivisi. Come il bicameralismo perfetto non ha più senso di esistere, perché lo stesso provvedimento continua a rimbalzare tra i due rami di parlamento che hanno le medesime funzioni. E’ da rivedere anche il tema dei mandati, compreso quello della presidenza del Consiglio, visto che la rotazione di ruoli istituzionali è fondamentale per la vita democratica del Paese”.

Rispetto invece al futuro del sindacato, il richiamo dei due Parlamentari è quello di riprendere la riflessione sulla rappresentanza, sia rispetto al metodo, con una regolamentazione pattizia tra le parti sociali (escludendo qualsiasi legge al riguardo), e nel merito, mirando a dare rappresentanza al mondo del precariato, quasi tutto giovanile.

Dove andare? Apre alle risposte Pier Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna: “Con orgoglio diciamo che non dobbiamo avere paura di riscoprire i valori che stanno alla base delle nostre origini sindacali, anche di quelli cristiani. Chiediamo una riforma fiscale è una più equa ridistribuzione del reddito”. Per Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale della Cisl di Reggio Emilia, “Avvertiamo il rischio, in un momento nel quale sono venuti a meno i modelli economici e sociali, di ricreare una identità basata su un senso di appartenenza autoreferenziale, più ‘semplice’ ma sicuramente di respiro molto più corto: occorre invece fare la fatica di mettersi in ascolto dei bisogni, ma anche dei saperi di tutte le componenti della nostra società”.

Giovanni Catellani, assessore del Comune di Reggio, ha consegnato il Primo Tricolore a Ermenegildo Bonfanti, segretario generale dei Pensionati Cisl (sarà esposto nella sede nazionale). Infiamma la platea il dirigente nazionale: “l’autonomia del sindacato significa avere idee da portare avanti attraverso il confronto. Quindi la riforma del fisco e la riproposizione all’ordine del giorno del Paese del tema della non autosufficienza come aspetti prioritari da portare al tavolo di confronto con il Governo, assieme alla discussione su quale modello sociale per il futuro”.

La giornata, organizzata da Fnp Cisl, si è avvalsa del supporto tecnico di Creativ, si è svolta presso la sede dell’Università di Modena e Reggio, ed è stata allietata dai canti patriottici del Coro risorgimentale Europa e Libertà di Ravenna.