
La stagione comunque, non era affatto partita sotto i peggiori auspici, anzi. In giugno, col termometro che superava abbondantemente i 30 grandi, si era registrato un avvio in linea con l’anno passato e le stazioni turistiche appenniniche erano meta di avventori specie nei fine settimane. L’andamento però è decisamene mutato a partire dalla seconda settimana di luglio, quando al sole sono subentrati il maltempo e la pioggia – fino alla fine del mese – con le temperature in discesa. Un tracollo dal punto di vista delle presenze che ha fatto segnare un -10% generale rispetto l’anno passato nelle strutture ricettive con punte in taluni casi del -15%, compromettendo di fatto la stagione per molti operatori.
Il tempo di nuovo al bello, il concentrarsi del maggior numero di eventi in agosto oltre, fondamentale competitività dei prezzi di soggiorno hanno poi spinto anziani e famiglie – il turismo tipico dell’Appennino – ma anche coppie a cercare refrigerio nuovamente in montagna. “Ora – spiega Cavazza – si registra una lenta risalita, coadiuvata anche dal rapporto qualità prezzo: le tariffe da un paio d’anni sono invariate e in diversi casi qualche operatore alberghiero le ha pure abbassate. Rapporto, lo ricordiamo, diventato fondamentale ormai per tanti, la maggioranza, che vogliono concedersi anche solo qualche giorno di vacanza. In talune località permane ancora qualche camera libera per Ferragosto, ma molto difficilmente però si recupererà quanto perso nel mese precedente”.



