
Nel 1993 i Blonde Redhead catturano l’attenzione di Steve Shelley, batterista della band noise rock Sonic Youth, che produce il loro primo, omonimo album. I Blonde Redhead hanno progressivamente accresciuto la loro popolarità all’interno della scena musicale underground. Sebbene la musica degli esordi venisse spesso ritenuta troppo simile a quella dei Sonic Youth, i Blonde Redhead sono riusciti, nel tempo, a creare un loro stile personale ed efficace. Kazu Makino è nota per la sua voce acuta e intensa, con la quale canta su eleganti riff di chitarra e complesse costruzioni ritmiche.
Il lungo periodo di tempo intercorso tra la pubblicazione di Melody of Certain Damaged Lemons e Misery is a Butterfly è dovuto al prolungato ricovero di Kazu Makino dopo una caduta da cavallo. All’interno di Misery is a Butterfly sia i testi (con un brano intitolato Equus), sia la parte grafica (con molteplici riferimenti a figure equestri), ricordano l’incidente.
I Blonde Redhead saranno preceduti sul palco da La Blanche Alchimie, un duo psych-pop formato da Federico Albanese e Jessica Einaudi, figlia del pianista Ludovico, il quale ha collaborato alla realizzazione del loro ultimo album, Galactic Boredom.




