
Venerdì 16 settembre alle ore 19, in occasione del Festival Filosofia sulla Natura, si inaugura la seconda video-installazione di questo ciclo con l’opera di Oreste Baccolini. L’intervento dell’artista è realizzato all’interno del Salotto Degoli nel Museo della Città ed è ispirato al mito di Apollo e Dafne, oltre che alla mostra Indistinti confini. Metamorfosi e altre mutazioni che si inaugura contestualmente nell’appartamento nobile di Palazzo dei Pio.
Partendo dalla lettura delle Metamorfosi di Ovidio, poema che raccoglie più di 250 miti greci, Oreste Baccolini isola e reinterpreta in chiave contemporanea una delle storie metamorfiche più note, quella che narra l’amore di Apollo per la bella ninfa Dafne. L’atteggiamento del dio nei confronti della vergine viene paragonato a quello di un cane da caccia che cerca di afferrare la sua preda, «l’uno è veloce per la speranza, e l’altra per il terrore»; per impedire ai due di congiungersi non rimane che la trasformazione di Dafne in albero.
Oreste Baccolini è nato nel 1964 a Grizzana Morandi, in provincia di Bologna. Oggi vive e lavora a Bazzano (BO). Dal 2000, dopo il Diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, il suo lavoro si concentra sull’utilizzo di vari linguaggi quali pittura, disegno, installazione, fotografia, video e tubo al neon. Fanno parte del lessico della sua ricerca il gran numero di informazioni visive che il mondo reale o i media immettono nel nostro orizzonte quotidiano, le quali diventano pretesto di una incessante riformulazione e traslazione percettiva: prelievi casuali, collage di frammenti e ripetizioni seriali (Mattino. Fine turno iniziato nel 2007 è un lavoro di archiviazione durato cinque anni) isolano o enfatizzano elementi visivi che in un’inedita e inaspettata rete di relazioni alimentano e costruiscono una personale e intima grammatica visiva.
Principali mostre personali: 2006, Paggeria Arte di Betta Frigieri, Sassuolo (Mo); 2003, Avion Blu, Modena; 2001, Palazzo Ducale, Pavullo (MO); 2000, Passaggi 2000, Galleria Civica, Modena.
Principali mostre collettive: 2011, Works on paper, Arts Space Beijing; 2010, Le bandiere della fortuna, Festival Filosofia, Carpi (Mo); Works on paper, Broadway Gallery New York; 2009, Works on paper, NY Arts Venice Pavillion; 2008, Tempo vuoto, Progetto “Hanging Around”, Chiesa di S. Paolo, Modena; 2007, Paggeria Arte di Betta Frigieri, Sassuolo (Mo); 2006, Cinque, Rocca dei Bentivoglio, Bazzano (Bo); 2005, arteingiro, Betta Frigeri, Sassuolo; 2004, Riparte, Betta Frigeri, Genova; 2003, Condizioni critiche, Festival provinciale dell’Unità, Modena; 2002, Io click. L’autoritratto fotografico nelle Accademie europee, Galleria Sagittaria, Pordenone / Spazio A. Paraggi, Treviso; Transit, giovani artisti tra Linz e Modena, Museo nordico, Linz (Austria); 2001, Eurart, Mostra internazionale di arte digitale, Gorizia; Itinerari della memoria, Galleria S. Salvatore, Modena; 2000, Portes Ouvertes, La Génie de la Bastille, Parigi; Arteincontemporanea, Modena, (premio CME); On-Off, Modena; Passaggi 2000 – Triangolazione giovani artisti, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia/Accademia Carrara, Bergamo/Galleria Civica, Palazzina dei Giardini, Modena; 1998, L’Accademia in stazione, Stazione centrale, Bologna; Galleria La Cuba d’oro, Roma.
Pubblicazioni: 2007, Non di sola arte, Fondazione Giovanni Agnelli; 2001, Private n. 21, Self-portrait.
Il ciclo di mostre AD HOC prosegue in dicembre con l’installazione video di Francesco Nonino, che verrà realizzata nella sala dei Nomi del Museo Monumento al Deportato di Carpi.




