
“Ci sembra utile descrivere ciò che è oggi il nostro Paese. E abbiamo l’occasione di farlo attraverso il censimento – sottolinea l’assessore regionale all’Organizzazione Donatella Bortolazzi – . Oltre al valore statistico, di estrema rilevanza, credo ci sia l’esigenza di definire meglio la realtà delle famiglie italiane, specialmente in questo momento di particolare difficoltà. Anche per questo – prosegue l’assessore – è importante rinnovare l’invito a tutti i cittadini a compilare il questionario e a farlo utilizzando il sito internet. Una modalità che come Regione, insieme con il sistema della autonomie locali, sosteniamo in un’ottica di sviluppo e rafforzamento della società dell’informazione, e di risparmio di risorse e di tempo”.
Un calcolo fatto dal Comune di Bologna, basato sui possibili risparmi sulle attività di back office (presa in carico dei questionari, movimentazione, revisione quantitativa e qualitativa, confronto censimento-anagrafe, confezionamento e spedizione) stima un risparmio di cinque euro per l’Ufficio Comunale di censimento che deriva dalla compilazione via web del modello da parte dei cittadini. Se, per esempio, a Bologna il 25% dei questionari (50.000 modelli su oltre 200.000) venisse compilato on line dalle famiglie, le risorse risparmiate ammonterebbero complessivamente a circa 250.000 euro. E poiché il censimento coinvolge circa due milioni di famiglie in Emilia-Romagna, i risparmi potrebbero essere non irrilevanti: se si raggiungesse una percentuale del 10% i risparmi – queste le stime – potrebbero sfiorare il milione di euro, un milione e mezzo se si raggiungesse il 15% e quasi due milioni se addirittura si potesse arrivare al 20%.
Il sistema di finanziamento ai Comuni definito da Istat prevede inoltre una premialità per gli enti dove è maggiore la compilazione on-line. Il questionario on line, peraltro, risulta semplice, “amichevole” e contiene tutti i controlli necessari per rispondere in modo corretto ai quesiti.



