
Lo scorso marzo una cittadina bulgara sporge denuncia presso la Questura di Rimini dichiarando di essere stata condotta in Italia con la promessa di un lavoro come badante e di essere stata costretta, poi, anche con atti di violenza, a prostituirsi nella città di Modena da un cittadino di nazionalità romena, poi arrestato dalla locale Squadra Mobile, il quale era intenzionato a venderla a tale K.I..
L’attività di investigazione della Squadra Mobile si concentra a questo punto su K.I., soggetto già attenzionato dalle Forze dell’Ordine nell’ambito di accertamenti volti all’identificazione di donne di nazionalità romena e bulgara solite prostituirsi nella “Zona Tempio”.
Un’intensa attività di investigazione, a mezzo anche di intercettazioni telefoniche, accredita all’albanese il ruolo di sfruttatore, in quanto il medesimo fornisce consigli, ordini e direttive ad una cittadina romena sulle modalità di espletamento dell’attività di prostituzione, si interessa dei suoi guadagni e le dà sostegno contro atteggiamenti molesti.




