
La Direzione Provinciale, ribadendo il proprio convinto apprezzamento nei confronti della scelta dell’Amministrazione di concentrare sulle politiche di welfare l’individuazione delle priorità di intervento, ha illustrato agli Amministratori modenesi quelli che considera essere gli interventi indispensabili per far fronte alla situazione di crisi che investe l’intero Paese e, di conseguenza, il territorio modenese. In pole position, negli interventi dei partecipanti alla Direzione, la richiesta di una significativa semplificazione burocratica che, oltre a ridurre in modo significativo le spese generali, rappresenterebbe un incentivo all’iniziativa delle imprese, oggi frenate dalla mole di pratiche necessarie per portare avanti qualunque attività; questo, contestualmente ad una profonda riorganizzazione della “macchina comunale”, improntata a criteri di efficienza e di redistribuzione delle risorse e delle competenze.
Altro argomento, richiamato con insistenza, l’ esternalizzazione della gestione di una serie di servizi come asili, scuole e strutture di assistenza, che comporterebbe una significativa razionalizzazione dei costi, pur mantenendo un elevato livello di professionalità e servizio.
Anche Legacoop, poi, in linea con le tante voci che si sono levate nelle ultime settimane, ha insistito sulla necessità di una revisione del Patto di Stabilità, e di nuove regolamentazioni per i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, richiamando l’allarme lanciato – assieme ad Ance, Cna, Confapi, Confcooperative e Lapam – sulla crisi che sta colpendo pesantemente le imprese di costruzioni, e l’insostenibilità della situazione relativa ai pagamenti proposti alle imprese per i lavori pubblici.
Infine, ma non meno importante, la Direzione Provinciale di Legacoop ha esortato da parte dell’Amministrazione comunale una più equa distribuzione delle risorse, così come dei sacrifici, che eviti di opprimere ulteriormente i contribuenti con un incremento della leva fiscale, e, soprattutto, la predisposizione di tutte le misure necessarie per combattere l’evasione fiscale, un fenomeno che non solo compromette pesantemente i conti pubblici, ma genera situazioni di profonda ingiustizia e disagio sociale. E quella che è fortemente a rischio, ha denunciato la Direzione, è proprio la coesione sociale: occorre intervenire non solo sul versante della produzione, della crescita economica, ma anche sulla ricomposizione di un tessuto sociale che si sta disgregando ogni giorno di più.




