
Secondo la Cisl Fp la novità consiste nell’intendimento di razionalizzazione e responsabilizzazione di ogni livello e funzione della componente dirigenziale partendo dalla definizioni di “scatole” che non dovranno più agire per compartimenti stagni, ma coordinarsi nel portare avanti processi di innovazione e riorganizzazione tesi a ridurre inefficienze e sprechi, creando percorsi virtuosi che dovrebbero permettere a ogni competenza di essere sviluppata e valorizzata. «Le strumentalizzazioni di chi vuole, invece, solo contestare per il piacere di farlo, cavalcando l’attuale malcontento, sono ingiustificate e, soprattutto, – continua la Cisl – chiudono le porte al dialogo, cioè l’unico mezzo per far valere le ragioni del miglioramento e della responsabilità. È alquanto contraddittoria la comunanza d’intenti tra Cgil e Uil, sempre più alleate in una discussione snervante che dura da alcuni mesi senza produrre risultati per i lavoratori. Non è nostra prerogativa rendere impossibile qualsiasi progresso per le condizioni dei lavoratori»
La Cisl chiede l’implementazione dell’organico soprattutto infermieristico e tecnico, un adeguato percorso di ricollocazione dei circa 150 infermieri delle strutture socio-sanitarie (case protette e alcune Rsa), l’applicazione di norme, come l’intesa del 4 di febbraio 2011, e i piani di riqualificazione e razionalizzazione previsti dall’art. 16 del DL 98/2011 da adottare entro il 31 marzo 2012. «Questi piani saranno la sede in cui andare a determinare gli interventi di riordino, ristrutturazione sanitaria e amministrativa, semplificazione e digitalizzazione, riduzione dei costi della dirigenza e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio e il ricorso alle consulenze attraverso persone giuridiche e – conclude la Cisl Funzione pubblica – le economie da destinarsi annualmente, nell’importo massimo del 50 per cento, alla contrattazione integrativa».




