«Se la manovra rimane quella descritta dal professore Monti, per noi è insostenibile. Oltre che irricevibile. Troppo comodo fare cassa con le pensioni, la casa, la benzina e l’aumento dell’Iva. E’ odioso obbligare i pensionati ad aprire un conto corrente per il versamento di ciò che è un diritto che si sono conquistati a fatica: la pensione.
Per assumere queste decisioni, non c’era bisogno di scomodare grandi tecnici. Da una squadra di tale caratura era lecito aspettarsi una manovra ben più equa. E invece si danno soldi agli industriali, alle banche e non si tagliano, in modo incisivo, i costi della politica né si incidono gli sprechi del sottobosco politico. Troppo timidi e per questo largamente insufficienti i segnali positivi sui grandi capitali. Come pure nel recupero della leggendaria evasione fiscale che, da troppo tempo, affligge l’Italia.
La situazione del Paese è complessa, senza dubbio; ma la politica non è stata in grado (almeno fino ad ora) di individuare le risposte adeguate di cui abbiamo bisogno.
Se non viene modificata l’impostazione del professor Monti, questo passerà alla storia come il Governo più reazionario dal dopoguerra ad oggi.
Senza crescita non ci sarà mai pareggio di bilancio. E il rischio di dover affrontare una seconda manovra tra qualche mese, sta diventando una certezza.
In tempo di bilanci ‘locali’, auspichiamo che il Comune di Bologna sappia stilare un bilancio equanime che tuteli le fasce deboli e, al contempo, getti le basi per un rilancio economico della città.
Quanto alla Regione, salutiamo in modo positivo le scelte intraprese per abbattere i costi della politica. La strada, però, è ancora lunga e molto resta ancora da fare».



