
In particolare il settore dell’abbigliamento ha registrato una flessione che va dal 10% al 15% a seconda dei diversi territori della Regione; in flessione anche i settori della gioielleria e, anche se in misura minore, quelli della profumeria e dei pubblici esercizi come i bar e i ristoranti. Una sostanziale stabilità si è registrata invece nella vendita di prodotti tecnologici, libri, giocattoli e nel comparto alimentare.
Le aspettative delle imprese si concentrano ora sull’avvio dei saldi, previsti per il 5 gennaio che, specialmente per il settore abbigliamento, possono rappresentare un’opportunità di recupero almeno parziale della situazione.
“I saldi rimangono un momento favorevole sia per gli imprenditori del commercio che per chi compra. – sostiene Roberto Manzoni, Presidente regionale di Confesercenti Emilia Romagna – I primi hanno l’occasione per immettere sul mercato la merce in magazzino, i secondi per acquistare a prezzi molto convenienti. Visto l’andamento dei consumi del 2011, ci aspettiamo che quest’anno i saldi partano da sconti superiori alla media: ma noi consigliamo sempre di diffidare di chi offre tagli sul prezzo troppo alti, e di comprare invece sempre da negozianti conosciuti, che garantiscono la qualità del prodotto venduto mettendoci la faccia. L’alto grado di fidelizzazione della clientela verso la piccola impresa è dimostrata anche dalla sostanziale stabilità del numero di scontrini emessi nonostante il calo dello scontrino medio”.
Una stima dell’Ufficio Economico di Confesercenti Emilia Romagna indica in 306 euro a famiglia il valore medio della spesa prevista per i saldi in Regione, che si potrebbe tradurre in un ammontare complessivo di 505 milioni di euro di vendite.






