
«Non ci sono le garanzie minime di sicurezza per costruire un deposito di quel tipo, non c’è alcuna ragione per stoccare in acquifero, visto che ci sono depositi di gas esauriti e in via di esaurimento che si adattano benissimo allo scopo, e già ora questo territorio contribuisce ad ospitare circa il 30% dell’intera quantità di gas stoccato in Italia», ha sottolineato Muzzarelli, rilevando infine che «i siti di estrazione di gas naturale in Emilia-Romagna sono 21».
«Nessuna ricerca ulteriore può trovare risposte al problema centrale che si pone in quell’area e cioè al rischio sismico, che è ampiamente comprovato dagli studi e dai fatti, e inoltre – ha proseguito Muzzarelli – come abbiamo scritto nella delibera di Giunta dello scorso 8 febbraio, anche il rischio insito nelle operazioni di immissione ed estrazione del gas è difficilmente quantificabile, per cui è doveroso applicare il principio di precauzione sancito dal Diritto Comunitario. Inoltre, per quanto riguarda l’abbassamento delle tariffe del gas, la chiave sono le politiche di liberalizzazione e l’avvio di nuove scelte energetiche, nell’ottica europea della strategia Europa 2020».




