
Da uno studio effettuato dalla Cia in collaborazione con il Crpa, sviluppando alcuni casi aziendali concreti, si è visto che è possibile migliorare la situazione di queste aziende. Le peculiarità della zona interessata, con prati stabili e foraggere permanenti, consentono l’ottenimento del risultato atteso, ovvero l’assorbimento di una maggiore quantità d’azoto.
A questo scopo, serve una gestione dei reflui più attenta nell’impiego agronomico dei liquami e dei letami in quanto i 2/3 del reflui vanno sparsi entro il 30 giugno, mentre il restante entro il 30 ottobre e questo comporta qualche problema perché la copertura dei prati stabili è per tradizione fatta nel periodo invernale, periodo nel quale vige invece il divieto assoluto di spandimenti, rispetto al quale si chiederà alla Regione di modificare la disposizione. La Cia di Reggio Emilia in proposito, ha lamentato in tutte le sedi che non si è tenuto conto a sufficienza nello stilare il Regolamento, delle consuetudini vigenti nell’area del Parmigiano-Reggiano, che è la più importante area zootecnica della regione.
Tra gli aspetti positivi emersi dall’incontro con gli allevatori, c’è che le procedure possono essere semplificate, e questo significa che non si verifica un appesantimento burocratico.
Altro aspetto significativo dell’incontro, Bonazzi oltre che esperto è consulente della Regione, l’occasione ha consentito un confronto sul nuovo regolamento regionale sugli spandimenti approvato nell’autunno scorso, che presenta alcune difficoltà per gli allevatori, e che secondo la Cia merita una messa a punto.




