“Il danno al fatturato del made in italy agroalimentare causato dall’Italian Sounding, vale a dire quel’insieme di prodotti che nulla hanno a che fare con la qualità, la cultura e le tradizioni del made in italy, è enorme e per tale motivo si è ritenuto importante accogliere la proposta pervenuta dalla Federazione Provinciale Coldiretti di Modena. L’italian sounding costituisce un preoccupante business che si sta sviluppando in una zona grigia, in quanto ad oggi non è oggetto di alcuna regolamentazione e può essere contrastato solo attraverso una normativa puntuale e precisa, che consenta di assicurare una totale trasparenza sulla qualità delle materie prime e sui processi produttivi utilizzati dagli operatori della filiera. Da sempre è stata una priorità della nostra amministrazione difendere e promuovere il settore dell’agroalimentare, soprattutto per quanto concerne il prodotto tipico locale, che tanto caratterizza e valorizza il nostro territorio a livello nazionale ed internazionale. In questo periodo di crisi in cui le risorse sono limitate crediamo sia importante destinare i pochi investimenti esistenti alla promozione del vero Made in Italy, convinti che ciò possa essere un volano per l’economia di tutto il Paese e in particolar modo di quelle comunità come Castelvetro che basano gran parte della loro attività produttive sul settore agroalimentare di qualità” Con queste parole l’assessore alle attività produttive ed al commercio Emanuela Bertoni ha commentato l’approvazione all’unanimità dell’ ordine del giorno proposto dalla Coldiretti di Modena, volto alla tutela del “vero” made in Italy.
In particolare il documento sottoposto dall’associazione dei coltivatori ai vari municipi, sottolinea la scelta giudicata inopportuna, della società italiana per le imprese all’estero (Simest, società finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese all’estero, controllata dal Ministero delle finanze e sviluppo economico) “di iniziative imprenditoriali finalizzate a commercializzare sui mercati esteri prodotti contraddistinti da un “italian sounding”, pur non avendo nulla a che fare con le produzioni del nostro territorio”.
“L’italian sounding – spiega Coldiretti – ruba all’economia nazionale oltre 60 miliardi di euro l’anno”, ma soprattutto il sostegno a queste operazioni da parte di una società ministeriale come Simest “determina danni gravi in quanto blocca ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della saturazione del mercato, con prodotti che richiamano la qualità italiana senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza dei prodotti autentici del made in Italy”.




