
«Dopo un primo periodo in cui non ci davano da mangiare e da bere, abbiamo parlato con gli operai che ci tengono in ostaggio e il loro atteggiamento è cambiato, ora ci trattano bene»: è il racconto di Enzo Pellicani, direttore tecnico della Ain Sokhna Cleopatra Ceramics di Suez che con altri sette italiani e due spagnoli è tenuto in ostaggio dagli operai della fabbrica. Al telefono con l’agenzia Adnkronos, Pellicani ha aggiunto di essere «disposto ad aiutare gli operai affinché la fabbrica possa ripartire e si trovi un accordo con il titolare».
Il tecnico ha spiegato che già due mesi fa lui e i suoi colleghi erano stati trattenuti per alcuni giorni dagli operai, che chiedevano «aumenti di salario e condizioni migliori». Un accordo con il titolare dell’azienda, Muhammad Abul Einein, fu raggiunto in fretta e «tutto sembrava risolto, tanto che nessun italiano ha denunciato questo breve episodio».




