
Ma Marchionne a Bruxelles è stato ancora più preciso: il piano di licenziamenti di massa negli stabilimenti Fiat dovrà essere attuato entro 12 mesi: è evidente che la cosiddetta “riforma del lavoro” di Monti e Fornero cade a fagiolo per la Fiat. Tutto questo viene ad aggiungersi alla chiusura della Fiat Cnh di Imola, della Irisbus di Avellino, della Iveco di Flumeri, dell’Alfa di Arese, e all’annunciato piano di dismissione di Pomigliano e Mirafiori.
E’ NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE STRAORDINARIA IN TUTTI GLI STABILIMENTI DEL GRUPPO FIAT, A PARTIRE DAL RIFIUTO DI ACCETTARE LE ORE DI STRAORDINARIO OBBLIGATORIO IMPOSTE DALL’AZIENDA
NO AL MODELLO POMIGLIANO! NO A TURNI DI LAVORO MASSACRANTI!
NO ALL’ABOLIZIONE DELL’ARTICOLO 18!
(Cub Modena)



