
Una delle principali differenze rispetto alla situazione precedente è relativa alle procedure di accertamento della disabilità, che verranno semplificate e la cui valutazione, di tipo integrato, sarà effettuata da una Commissione unica multidisciplinare. “Fino a poco tempo fa – ha spiegato l’assessore all’Istruzione Adriana Querzé – i minori disabili erano individuati dalla neuropsichiatria, alla maggiore età erano seguiti da strutture differenti e gli interventi erano settoriali. Con la modifica, la certificazione che individua l’alunno come disabile, salvo condizione di rivedibilità, è valida per tutto il percorso scolastico e assistenziale perché coinvolge da subito tutti gli enti che nel corso della vita avranno a che fare con la persona”. Con il nuovo accordo si stabilisce inoltre che gli incontri annuali tra scuola, famiglia, enti pubblici e Asl saranno ridotti a uno per razionalizzare i costi dell’Azienda sanitaria. L’incontro verrà però programmato nei tempi e nelle modalità in modo che tutti i soggetti coinvolti possano partecipare. Verranno inoltre utilizzate nuove tecnologie per garantire contatti più efficienti e frequenti.
In base all’accordo, per la valutazione del funzionamento psicologico e sociale dei minori, sia per la certificazione che per la diagnosi funzionale, sarà utilizzata la Children’s global assessment scale (scala C-gas), che definirà i bisogni dell’alunno secondo aree di funzionamento e potenzialità residue. I dati relativi a numeri, caratteristiche, stato del percorso scolastico, dotazioni organiche in relazione agli alunni disabili saranno inoltre immessi nel portale “dAbili” dell’ufficio scolastico regionale al quale accedono scuole e uffici provinciali. L’accordo richiama infine anche la rete pubblica di centri per gli ausili (Cts, Centri territoriali di supporto) istituiti dal progetto Miur “Nuove tecnologie e disabilità 2008”, che offrono consulenza e formazione a insegnanti, genitori e alunni sul tema delle tecnologie applicate a favore dei disabili. “Queste strutture si collegheranno con il centro Memo – ha aggiunto l’assessore – ma se il progetto verrà implementato, il Comune potrà retrocedere dagli impegni finanziari che si è accollato per supplire alle carenze dello Stato”.
Di fatto, l’accordo provinciale svolge una funzione di coordinamento delle politiche di integrazione scolastica, definisce gli impegni reciproci di scuole, Ausl e Comuni modenesi, stabilisce le procedure diagnostiche e organizzative finalizzate all’inserimento dei ragazzi con disabilità, così come i compiti e le mansioni del personale per l’integrazione. “Si tratta di un accordo quadro propedeutico alla stipula degli accordi territoriali decentrati nell’ambito dei singoli distretti da parte di dirigenti scolastici, delle Amministrazioni comunali e dell’Ausl”, ha precisato l’assessore Querzé. “Interviene sull’organizzazione dell’attività didattica nelle scuole, sul personale e sulle risorse per l’integrazione e attribuisce anche funzioni di vigilanza e garanzia”.
Nel dibattito, Olga Vecchi del Pdl, si è detta favorevolmente colpita dal fatto che questi ragazzi vengano controllati nei primi anni: “La prima tappa, più importante, serve a sottrarre queste persone dall’assunzione di medicinali e certe problematiche possono arrivare a soluzione”.
Per il Pd, Ingrid Caporioni ha ringraziato “per questa rivoluzione copernicana: con la diagnosi funzionale si dà centralità alla persona e si possono valorizzare le sue potenzialità. In questo modo davvero nessuno è escluso nella scuola e nella società”. Elisa Sala ha evidenziato lo sforzo effettuato: “Non credo sia facile mettere d’accordo le esigenze di un Comune della montagna con quelle di Modena o di un Comune della Bassa”. La consigliera ha inoltre sottolineato l’importanza della formazione degli operatori e della qualità del servizio”.
In dichiarazione di voto, Vittorio Ballestrazzi di Modenacinquestelle.it, si è detto favorevole: “Qualsiasi cosa vada sia utile su questo tema mi vede d’accordo. Sono inoltre convinto che l’assessore in questo si è impegnata moltissimo”.
Anche Federico Ricci di Sinistra per Modena ha annunciato voto favorevole alla delibera: “La logica avrebbe voluto che prima venisse approvata questa delibera di accordo e dopo gli altri atti passati in Consiglio qualche settimana fa. Voglio pensare che quegli atti, pur se in una logica di tempi invertita, possano avere effetti migliorativi e voglio dare un’apertura di credito a questa nuova Giunta”.



