
Un quadro d’insieme, in cui si rafforzano al momento secondo Confesercenti solo vecchie conferme. In primo luogo il drastico calo di richieste di finanziamenti per investimenti e l’atteggiamento delle banche, molto/troppo restrittivo e severo sia nella concessione di credito alle imprese in difficoltà che nella domanda di garanzie. Anche la ‘selezione’ delle imprese che meritano di essere sostenute nella loro attività spesso viene effettuata dagli istituti finanziari in modo attento. “Quando invece ci sarebbe la necessità di recuperare il rapporto tra il sistema bancario e il territorio – aggiunge Confesercenti – Un punto questo su cui le Associazioni imprenditoriali potrebbero e possono fornire un aiuto prezioso e collaborare attivamente con le banche fornendo tutte le informazioni utili riguardo le realtà imprenditoriali meritevoli di supporto. Maggiore sarà infatti il numero delle imprese che riuscirà a reggere la pesante e lunga fase recessiva e migliore sarà il contesto economico in cui anche le banche si troveranno ad operare”.
“La disponibilità del credito è fondamentale per le imprese, per il lavoro, quanto per la ripresa economica. Perché dunque le risorse messe a disposizione dalla BCE a tassi di interesse bassissimi continuano a faticare ad arrivare alle imprese? E quando arrivano i tassi risultano proibitivi perché troppo elevati? Se la catena di distribuzione del credito porta a questi risultati urge la necessità di mettere in campo ogni strumento utile a sperimentare tutte le soluzioni in grado di offrire alle imprese il credito necessario e soprattutto di contrastare i gravissimi effetti della crisi. E per fare questo occorre l’impegno delle istituzioni, delle associazioni imprenditoriali, dei consorzi fidi e delle banche. Altrimenti il rischio è quello di depauperare gravemente il patrimonio fondamentale del nostro tessuto economico: le piccole imprese del commercio, dei servizi e del turismo”, conclude Confesercenti Modena.


