
Vandelli aggiunge: «Vogliamo provare a fare un passo per volta chiedendo ai Comuni del Distretto di intervenire magari vietando l’installazione di nuove macchinette da gioco con vincite in denaro e che quelle già esistenti siano ridistribuite sul territorio ad almeno 300 metri in linea d’aria da alcuni luoghi sensibili come istituti scolastici e formativi, centri ludico-ricreativi-sportivi, culturali e d’aggregazione, strutture sanitarie e socio-assistenziali, luoghi di culto, biblioteche e parchi pubblici seguendo così il modello di comuni come Empoli, Padova o Vicenza dove il sindaco ha vietato la pubblicità di sale gioco e scommesse in tutti gli spazi pubblici della città».
«Inoltre – conclude la Vandelli – chiediamo l’impegno delle amministrazioni a destinare fondi per curare la patologia della dipendenza da gioco compulsivo e a promuovere in città e nelle scuole una serie di campagne ed iniziative dedicate a far conoscere il rischio della dipendenza da gioco».




