
«Il marchio di tutela europeo Ipg – aggiunge Tomei – ha bisogno di un Consorzio di tutela per non mettere a rischio un prodotto che presenta una elevata produzione certificata di oltre 90 milioni di litri, ma ci sono volumi altrettanto grandi di prodotti concorrenziali. Il Consorzio – aggiunge Tomei – consentirebbe una maggiore operatività del sistema di vigilanza e controllo».
Come ricorda Tomei il Consorzio di tutela per legge deve rappresentare almeno il 66 per cento della produzione certificata, mentre «nessuno dei due consorzi attualmente esistenti raggiunge questa quota».



