
Il Centro interdipartimentale di ricerca industriale su edilizia e costruzioni dell’Università di Bologna, pilastro del locale tecnopolo e parte della piattaforma costruzioni, ha progettato un sistema che, qualora applicato agli edifici, rileva subito i danni da forti scosse. In pratica, la macchina permette di ottenere dati in tempo reale sulla stabilità della struttura – una casa, una scuola, un capannone – prima e dopo la scossa. Il sistema è stato testato sul ponte di Manhattan, a New York, una struttura soggetta a fortissime vibrazioni causate dall’attraversamento del metrò.
La macchina si chiama SHM (structural health monitoring) e si basa su particolari sensori in grado di misurare la risposta di una struttura dopo una forte sollecitazione. Una tecnologia già nota, ma perfezionata dai ricercatori del Ciri e resa meno costosa e invasiva. Tanto che la Provincia di Bologna ha già dato il via libera ad alcuni progetti pilota nelle scuole e negli edifici pubblici. A produrre il sistema sviluppato dall’Alma Mater è poi un’azienda romagnola, con sede a Lugo: la Teleco, leader europeo delle antenne mobili per i camper.
La start up Beesper – spin-off di Henesis srl, che vanta tra i propri clienti Toyota e Rete Ferroviaria Italiana – si propone la massima diffusione delle reti di sensori wireless. Molteplici le applicazioni possibili. In fiera si potrà vedere in azione un prototipo realizzato in collaborazione con Uretek – leader nel settore del consolidamento dei terreni – in grado di effettuare in modo rigoroso ed economicamente molto vantaggioso monitoraggi su larghissima scala, ad esempio su interi centri storici, per fessure di edifici e di correlare in tempo reale il comportamento a sollecitazioni e vibrazioni. Un supporto fondamentale per i tempi che si aprono nelle zone colpite dal sisma.
Ma le novità e i prototipi presentati in fiera da laboratori e spin off made in Emilia-Romagna spaziano in tutti i settori. Restando nelle costruzioni troviamo le piastrelle e le veneziane fotovoltaiche o nuovi isolanti per climatizzare al meglio gli ambienti. Dalla piattaforma scienze della vita – attiva in buona parte per il distretto del biomedicale – arrivano nuovi anticorpi terapeutici contro i melanomi o inibitori capaci di mascherarsi per superare le ‘difese’ dei tumori resistenti, ma anche l’epitelio per le cornee ricavato dalle staminali e tessuti ingegnerizzati innovativi, impiegati in chirurgia ortopedica.
Grande attenzione anche all’ambiente e alla mobilità dai pionieri dell’innovazione emiliano-romagnola. A R2B troveremo così il palo della luce intelligente di Romagna Innovazione, che controlla l’intensità della luce e supporta applicazioni di videosorveglianza e monitoraggio ambientale, esposto con successo in aprile ad Amburgo ma anche il bioreattore ad alghe marine dell’ateneo di Ferrara: una microalga – che sarà distribuita in apposite provette – che digerendo i rifiuti agroindustriali produce lipidi utili a realizzare biodiesel. Realizza invece immagini a 360 gradi il drone della start up Eye Sky, che si alzerà in volo per una dimostrazione il 7 giugno alle 11 davanti all’ingresso della fiera in viale Aldo Moro.



