
La Litotrissia extracorporea, è utile ricordarlo, consente di frammentare i calcoli reno-ureterali mediante “onde d’urto” di natura elettromagnetica, dall’esterno e senza necessità alcuna di anestesia; si tratta quindi di una metodica non invasiva che permette di trattare i pazienti con minimi effetti collaterali.
In questo ambito i professionisti del Policlinico di Modena, grazie alle loro capacità e a un’attrezzatura che colloca la struttura di Via del Pozzo all’avanguardia a livello nazionale, rappresentano un apprezzato punto di riferimento.
In particolare, all’interno della Struttura Complessa di Urologia del Policlinico, diretta dal prof. Giampaolo Bianchi, dal 2002 è attivo uno “Stone Center” che ogni anno tratta centinaia di pazienti affetti da calcolosi reno ureterale e che grazie a questa esperienza e alla peculiare organizzazione, in particolare la presenza nell’equipe di un urologo dedicato – in origine il dottor Salvatore Micali, ed ora la dottoressa Maria Chiara Sighinolfi) – è stato “promosso” centro d’insegnamento europeo certificato dalla Endourological Society.
Dal 2002 gli interventi eseguiti a Modena sono stati oltre 5.000, con una prevalenza di persone di sesso maschile, circa il 70% del totale. A conferma della qualità dell’assistenza va sottolineato che su circa 500 persone all’anno che si rivolgono allo Stone Center circa il 20% arriva da fuori provincia.



