Nel ventesimo anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta avvenuta a Palermo in via D’Amelio nel 1992 per mano di un attentato mafioso interviene il coordinatore regionale di Alleanza Per l’Italia giovani e Presidente di API a Modena Ciro Alessio Pecoraro.

«Uomini che amano l’Italia come Borsellino sono maestri di legalità e martiri della giustizia. Penso che dobbiamo mantenere vivo il suo ricordo perché i giovani soprattutto abbiano punti di riferimento capaci di educarci all’onestà e al coraggio».

«Sta ai magistrati dire se ci fu convergenza di interessi tra la mafia e lo Stato, ma solo il sospetto deve vederci impegnati per rendere le istituzioni qualcosa in cui credere senza dubbi. La cultura della legalità è il nostro primo obiettivo».

Purtroppo ancora oggi la mafia si insinua, non si vede, è fluida e in continua trasformazione, usa nuove modalità, nuove strategie anche al nord e in Emilia Romagna. Paolo Borsellino diceva che la lotta alla mafia si fa anche attraverso un movimento culturale e morale capace di coinvolgere le nuove generazioni.

«La mafia ha più paura della conoscenza e dell’istruzione che di tutte le altre cose, per questo abbiamo proposto l’istituzione dell’ora di legalità in tutte le scuole del nostro Paese e continueremo con la nostra tavola rotonda annuale sul tema assieme ai movimenti ed alle associazioni» conclude Pecoraro.