Gli obiettivi del piano sosta del Comune di Modena sono condivisibili, purché il piano stesso sia inserito in un progetto più complessivo sulla mobilità che passi attraverso il rilancio del trasporto pubblico locale. Lo dichiara la Cisl di Modena che, insieme a Cgil e Uil, nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore al Centro storico Daniele Sitta. «Comprendiamo le preoccupazioni delle persone che lavorano in centro storico, le quali dal 6 agosto dovranno sostenere un costo aggiuntivo per parcheggiare l’auto – afferma il segretario provinciale della Cisl, William Ballotta – Crediamo che la strada maestra per risolvere questo problema sia la contrattazione aziendale e/o integrativa. I datori di lavoro privati e pubblici che hanno sedi (uffici, negozi, banche ecc.) nelle zone interessate dal piano devono venire incontro ai loro dipendenti per evitare che i ticket della sosta “alleggeriscano” di fatto le buste paga». A questo proposito la Cisl non è d’accordo sulla richiesta, avanzata da altre sigle sindacali, di introdurre la gratuità dei bus o dei parcheggi per determinate categorie di lavoratori; secondo il sindacato di Palazzo Europa si produrrebbe un’inaccettabile discriminazione tra i cittadini, per esempio tra dipendenti e atipici o tra lavoratori e pensionati. «Evitiamo per favore proposte demagogiche, all’insegna del “tanto paga Pantalone”, e ragioniamo piuttosto – suggerisce Ballotta – su come favorire quella vera e propria rivoluzione culturale senza la quale il piano sosta è destinato al fallimento. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, è finito il tempo in cui con la nostra auto potevamo andare ovunque. Possiamo anche accettarlo in cambio di una città più vivibile, una viabilità più snella, un’aria più pulita, un centro storico più accogliente; tuttavia servono interventi che collochino all’interno di un disegno più vasto. Le persone che frequentano il centro storico devono trovare più conveniente lasciare l’auto a casa o nei parcheggi scambiatori. Un obiettivo teoricamente raggiungibile migliorando l’efficienza del trasporto pubblico locale e favorendo la cosiddetta “mobilità dolce”. Sono anni che ne parliamo, – conclude il segretario provinciale della Cisl – ma questi obiettivi sono ancora molto lontani, soprattutto per chi fa il pendolare tra la città e la provincia».




