Presso la Festa del PD di Bosco Albergati, giovedì 2 agosto, alle ore 21.00, la vice presidente della Regione Emilia-Romagna, Simonetta Saliera, assieme a Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena, e Valerio Zanni, sindaco di San Cesario sul Panaro, saranno gli ospiti dell’iniziativa “Nuove Province e Unioni; opportunità di sviluppo e buon governo”. A moderare l’incontro sarà il Coordinatore di Zona del Pd di Castelfranco Emilia, Christian Mattioli Bertacchini, che ha espresso, sul tema discusso, le proprie dichiarazioni: «L’approvazione del c.d. “Decreto Salva Italia” e della c.d. “Spending Review” determineranno la più grande riforma delle Autonomie Locali dall’approvazione della Costituzione Italiana. Infatti, il primo impone alle Province di trasferire gran parte delle proprie funzioni ai Comuni, con la conseguente necessità che questi ultimi si organizzino per farvi fronte; la seconda obbliga le Regioni a riorganizzare le Province sulla base di due elementi essenziali: una popolazione di almeno 350 mila abitanti e una superficie non inferiore a 2.500 k/q. A tale riforma si può reagire in due modi: opporsi fomentando i singoli localismi per impedire qualunque cambiamento e mantenere lo status quo (come molti esponenti della Lega Nord e del Centrodestra stanno facendo); cogliere la sfida del cambiamento, rilanciare e ridisegnare complessivamente le Autonomie Locali per garantire maggiori e più efficienti risposte ai cittadini, realizzare una migliore governance, cogliere la sfida della globalizzazione, ridurre la spesa pubblica. Il Partito Democratico intende cogliere fino in fondo la sfida di riformare i propri Enti Locali e per questa ragione già da diversi mesi (ossia prima della c.d. “Spending Review”), nei Comuni di Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Nonantola, San Cesario sul Panaro e Ravarino, ha iniziato una discussione e un confronto al proprio interno sul riordino istituzionale dei propri Comuni, dibattendo su una possibile realizzazione di una forma associativa intercomunale con la Città di Modena e dando pieno sostegno all’iniziativa delle Amministrazioni Comunali di commissionare uno studio di fattibilità della nuova forma associativa, avvalendosi pure di un contributo regionale. La riflessione è nata dal fatto che tutti i Comuni coinvolti hanno la Città di Modena come punto di riferimento politico e geografico, dalla necessità di rivedere l’assetto istituzionale a seguito dell’approvazione del c.d. Decreto Salva Italia (che riconosce alle Provincie “esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni” e trasferisce le loro attuali funzioni in gran parte agli enti municipali), dalla necessità di implementare politiche di c.d. Area Vasta (perché certe tematiche, come l’ambiente e mobilità, superano i confini comunali), dall’obbligo di riorganizzare i servizi per migliorarne l’efficienza, dal dovere di ridurre il costo della spesa pubblica, dall’opportunità che può offrire l’attuale discussione in Assemblea Legistativa della Regione Emilia Romagna sulla legge di riordino territoriale. A tale discussione ora si è aggiunto il riordino delle Province che vede quella di Reggio Emilia non soddisfare i requisiti minimi imposti dal governo per conservare il proprio status di ente locale; ragion per cui si deve aprire la discussione sul fatto che sia o meno ottimale una fusione tra le Province di Modena e Reggio Emilia, le quali presentano grandi affinità istituzionali, sociali ed economiche. Il PD intende cogliere la sfida di trasformare questo epocale cambiamento istituzionale e momento di crisi economica in una straordinaria opportunità di cambiamento, riformando l’assetto istituzionale dei propri Comuni non solo per potersi preparare a svolgere al meglio i nuovi compiti e funzioni che verranno loro attribuiti dalla legge regionale e nazionale ma per delineare l’assetto istituzionale dei propri enti per il futuro a venire, ponendosi ancora una volta come al vera forza riformatrice del paese».


