“La Cassa depositi e prestiti, controllata al 70% dal Ministero delle Finanze, col suo fondo strategico potrebbe entrare nel capitale di Hera con circa 100 milioni di euro, si legge sui quotidiani economici in questi giorni – afferma Luca Ghelfi consigliere provinciale del Pdl –. Quello che non tutti sanno è che presso la casa depositi e prestiti ci sono i fondi dei Comuni italiani, ovvero gestisce il risparmio nazionale, bloccati dal patto di stabilità. Una situazione verso la quale si è spesso scagliato il Comune di Modena, rivendicando il diritto, come da mission della CDP, a vedersi finanziate le opere infrastrutturali. Certo nella mission di CDP c’è anche il sostegno dell’attività imprenditoriale italiana. Però bisogna ammettere che oggi, dare la possibilità ai comuni virtuosi che molto hanno risparmiato, di poter investire agevolerebbe anche l’imprenditorialità locale.
Mi sarei aspettato dopo questa notizia qualche malumore in Comune: insomma un investimento forte in una società privata, anche se partecipata, mentre i fondi dei comuni sono fermi. Invece è silenzio totale. Ma poi si esce dall’arcano ricordando che Modena è azionista di maggioranza di Hera. Che la fusione, con questo aumento di capitale potrebbe portare qualche dividendo in più in cassa, e quindi il silenzio cala sull’operazione. E le proteste si placano. A dimostrazione di come in fondo, anche la difesa del territorio funzioni a corrente alternata: lo sblocco del patto di stabilità, in questo caso può anche aspettare”.
(Luca Ghelfi, Consigliere provinciale del PDL)



