Gli bastava sfregare, tra pollice e indice, un lembo di tessuto per decifrarne immediatamente il dna. Raccontava così, quasi recitasse una lezione appresa a memoria, di lontane vie di commerci, di aziende dai nomi esotici e difficili da pronunciare, di artigiani che avevano appreso di padre in figlio e custodito gelosamente l’arte della tessitura. Con la scomparsa di Gaetano Fontana, classe 1916, si chiude un capitolo importante della storia del commercio bolognese, che poggiava essenzialmente sulla conoscenza dei tessuti e il grande rispetto con cui venivano trattati. Gaetano aveva ereditato dal padre Davide l’amore per le stoffe percorrendo, negli anni, tutte le tappe di una carriera all’interno dell’azienda familiare. Più tardi era stato tra i primi ad intuire le potenzialità del mondo delle confezioni dando vita ad un’impresa, la Cradam, che era subito diventata un punto di riferimento a livello nazionale.
Tra i promotori storici del Centergross, Fontana era rimasto sempre affezionato al mondo della moda, ai suoi rappresentanti, ai tanti che lo avevano aiutato ad arrivare al successo. Nominato Grande Ufficiale della Repubblica, l’imprenditore frequentava da sempre il Circolo della Caccia di Bologna ed era Commendatore del Santo Sepolcro.




