Siamo tutti d’accordo: l’economia delle zone terremotate deve riprendere in fretta perché il territorio, e il Paese, non possono permettersi il mancato recupero di un’area che produce oltre il 1% del PIL nazionale. Così si esprime Claudio Furini, Direttore Generale a nome di Confcommercio e Fam provinciali.

Va anche detto – prosegue Furini – che il terremoto esige par condicio. E allora, come Confcommercio e Fam, abbiamo il dovere di pretendere almeno pari condizioni rispetto ad altre zone che hanno a loro volta subito il dramma del sisma.

La Gazzetta Ufficiale n. 204 del primo settembre 2012, riporta il decreto 26 giugno 2012, determinando condizioni, limiti e modalità di applicazione delle agevolazioni relative alla zona franca urbana dell’Aquila.

La sostanza è che, per questa zona, sono previste due forme agevolative che riguardano una importante quota di defiscalizzazione per le piccole e micro imprese, oltre ad un esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Per essere più precisi si tratta, nel primo caso, dell’esenzione dalle imposte sui redditi derivanti dallo svolgimento dell’attività di impresa fino a concorrenza di 100.000 Euro per ciascun periodo d’imposta e nei limiti delle seguenti percentuali:

100% per i primi 5 periodi d’imposta;

60% dal sesto al decimo;

40% per l’undicesimo e il dodicesimo;

20% per il tredicesimo e il quattordicesimo.

Quanto all’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

L’esonero è così ripartito:

100% per i primi 5 anni;

60% dal sesto al decimo;

40% per l’undicesimo e il dodicesimo;

20% per gli anni tredicesimo e quattordicesimo.

Si tratta di interventi – spiega Claudio Furini – che assumono valore decisivo per consentire alle imprese di guardare al futuro con quella fiducia che consente poi all’economia di puntare ad una rapida ripresa.

A questo punto, come Confcommercio e Fam, si reputa necessario che sia l’intero sistema politico, amministrativo ed economico a far propria la richiesta che anche le zone terremotate della nostra regione possano contare su agevolazioni decisive come quelle previste per la zona franca dell’Aquila.

Per questo – conclude Caludio Furini – ci rivolgiamo alle istituzioni provinciali e regionali, al parlamentari, alle associazioni di categoria, affinché si costituisca un fronte unico e compatto finalizzato a creare le condizioni per favorire la ripartenza delle nostre imprese e quindi dell’economia, nonché della fiducia dei cittadini verso il proprio futuro.