“Fa piacere leggere che anche nel PD qualcuno, come il consigliere Garagnani, si pone il problema – interviene il portavoce del Pdl Modenese Luca Ghelfi – Non si tratta infatti di una battaglia di parte, ma l’invito ad una riflessione seria su un tema che è sostanza più che forma. Non si tratta di campanilismo o di becero localismo. Né credo che pensare con serietà alle ricadute di una scelta sul nome sia venir meno a prospettive di globalizzazione o a principi europei, come mi pare qualcuno dal PD stia sollevando, in questo caso si, peccando di benaltrismo. Nessuno mette in dubbio la globalizzazione o tenta di ricostruire il Ducato. Ma semplicemente, come ci siamo detti più volte, in tanti convegni, incontri, consigli, per territori come il nostro il valore aggiunto per affrontare l’internalizzazione e la globalizzazione, è la difesa di quanto ci distingue, come un marchio da esportare e valorizzare. Il cosiddetto marketing territoriale è poi questo.
Dunque non è esercizio ozioso, chiedersi nel lungo periodo che conseguenze potrebbe avere sulla comunicazione, e la diffusione delle nostre eccellenze, il fatto che la provincia più piccola, stia fagocitando la più grossa. Il fatto poi che le leve di controllo e il lavoro potrebbe essere localizzato da noi, è un’aggravante: oneri senza onori. Il mio invito quindi, è ha fare un passo indietro, e riflettere su questi aspetti, a mio parere troppo in fretta liquidati come “toponomastica”.
Per una volta confrontiamoci, e coinvolgiamo i cittadini – conclude il portavoce del Pdl – la raccolta di firme non è un muro contro muro, ma un contributo a saggiare il sentimento della provincia. Un secondo passo potrebbe essere ad esempio, parlando di partecipazione, sentire cosa ne pensano le associazioni di categoria, chi ha un marchio da difendere: i produttori di Balsamico, di prosciutto, di nocino… ma anche la meccanica avanzata che gira attorno alla terra di motori. Made in Modena vorrà dire ancora qualcosa fra qualche anno? La politica ha il compito di porsi questa domanda di lungo periodo. Non solo di amministrare il breve”.


