
Ma non solo. Preoccupano anche i pagamenti lunghissimi della pubblica amministrazione, che devono essere riportati alle regole europee; i tagli indiscriminati sulla sanità proposti dalla “Spending review” e dalla Legge di stabilità 2013 e sugli acquisti di macchinari e tecnologie sanitarie.
Da rivedere inoltre il metodo di aggiudicazione delle commesse sanitarie con il criterio del massimo ribasso che premia non chi investe in ricerca, innovazione e nella personalizzazione di questi sistemi sanitari, ma chi invece standardizza i prodotti, oppure si è trasferito all’estero sfruttando la manodopera e producendo macchine di bassa qualità».


