Una rete di 60 fra istituzioni, Università, organizzazioni e centri di ricerca, società e imprese private di rilievo internazionale, nazionale e locale, impegnati nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, scommette sul progetto Area Nord di Reggio Emilia.
Lo fa con la governance del Comune di Reggio; con la partecipazione delle competenze distintive del territorio; con progetti concreti, di respiro nazionale, di sviluppo dell’economia della conoscenza, che devono portare a realizzare prototipi industriali.
Progetti che consentono a Reggio Emilia di partecipare a due importanti Bandi indetti dal ministero dell’Istruzione, università e ricerca (Miur): quello per la creazione di Cluster tecnologici nazionali e quello per idee progettuali su Smart cities and communities and social innovation. L’obiettivo è reperire risorse, sostenere e concorrere alla realizzazione di progetti per “città intelligenti”, non solo perché tecnologiche, ma perché basate su un modello innovativo che possa servire da riferimento, come indicato dal sindaco Graziano Delrio in occasione degli Stati generali sull’Area Nord, per uno sviluppo oltre la crisi strutturale che sta attraversando il modello di sviluppo economico e sociale “classico”: l’innovazione e il trasferimento tecnologico per creare nuova qualità della vita, nuove imprese e nuova occupazione.
HANNO DETTO – “Abbiamo un sistema Reggio fatto di 60 soggetti che, con la governance del Comune, sono impegnati sul tema dell’innovazione tecnologica e lo sviluppo dell’Area Nord – ha detto il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio alla stampa – Abbiamo progetti concreti, frutto di un grande lavoro comune, che ci permettono di intercettare bandi e finanziamenti importanti, di dare poi lavoro e competitività alle nostre imprese, di dare valore quindi alla pianificazione strategica e all’innovazione quali elementi competitivi per affrontare le sfide del presente. Partecipiamo e vinciamo già bandi internazionali; con questa forza che mettiamo in campo oggi credo che ci prepariamo a fare il salto di qualità, cioè a diventare davvero un sistema e una città che ha ben chiari i suoi obiettivi, si propone di intercettare risorse nazionali ed europee e mira a collocarsi tra le prime città europee in termini di innovazione e ricerca”.
“Vogliamo essere, come dice un proverbio del Mozambico, uomini di domani e scommettere sul futuro partendo dalle nostre competenze strategiche: l’educazione, la meccatronica, il settore delle rinnovabili – ha concluso Delrio – Reggio ha deciso di investire sulle proprie competenze e di aggiornarle per favorire la ripresa economica e del lavoro e attrarre giovani. In questo modo, mettiamo in moto e diamo corpo a quella galassia della conoscenza, di cui abbiamo parlato agli Stati generali, e promuoviamo i centri di ricerca, l’Università, il sistema del sapere, insieme a quello delle imprese del territorio”.
“Questa rete ha quattro punti di forza altamente qualificanti – ha aggiunto Mauro Bonaretti direttore generale del Comune di Reggio Emilia – La consistenza delle risorse investite in ricerca, per cui ogni progetto parte da un minimo di 12 milioni di euro; l’alto livello dei partner coinvolti; l’importanza della scommessa che fanno le imprese del territorio per cui potremmo parlare di Reggio come di una ‘Education valley’; la grande opportunità per i giovani con il bando destinato agli under 30 ai quali offriamo orientamento e consulenza per lo sviluppo dei loro progetti”.
All’incontro di presentazione alla stampa sono intervenuti i rappresentanti dei principali soggetti coinvolti nei progetti: Claudia Giudici e Serena Foracchia del cda di Reggio Children, Flavio Codeluppi dirigente del Club Digitale di Industriali Reggio Emilia, Giuseppe Veneri presidente di Crpa, Arturo Tornabuoni dirigente di Iren Rinnovabili, Aimone Storchi presidente di Reggio Emilia innovazione e Club Meccatronica, Alessandro Tacchini dirigente di Reggio Emilia innovazione (Rei), Alberto Melloni docente all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che partecipa offrendo sapere, competenze e ricerca ai diversi progetti. All’incontro con la stampa era presente anche Angelo Failla, direttore della Fondazione Ibm Italia, che ha sottolineato l’importanza e lo sviluppo di collaborazioni tra il mondo delle tecnologie e quello dell’educazione a Reggio Emilia.
PROGETTI E RISORSE – I principali progetti proposti dalla rete per l’Area Nord hanno un valore di investimento tra i 10 e i 15 milioni di euro ciascuno e si chiamano “Città educante” (per la competenza distintiva dell’Educazione), “Power to Gas P2G” (per la competenza Green Economy) e Fabbrica intelligente (per la competenza Meccatronica, settore Mobilità) – vedere scheda allegata sui progetti.
I due bandi del Miur rendono disponibili complessivamente finanziamenti a fondo perduto e attraverso l’accesso crediti agevolati per 368 milioni di euro nel bando Cluster tecnologici (appunto dai 10 ai 12 milioni di euro per ciascun progetto vincitore) e 655,5 milioni di euro per il bando Smart cities (dai 12 ai 22 milioni di euro per ciascun progetto vincitore). Il bando Smart Cities prevede una sezione, dedicata ai giovani under 30, per l’Innovazione sociale – vedere le due schede allegate su bandi.
Il “fare sistema” sull’Area Nord di Reggio Emilia si rafforza e coinvolge un numero sempre maggiore di soggetti, dopo la recente restituzione alla città delle proposte elaborate dai Gruppi di progetto e a pochi giorni dall’apertura di Fablab Reggio Emilia, start up d’impresa dedicato a innovazione e creatività, il cui sviluppo è destinato a trovare sede nel Tecnopolo dell’area Reggiane, la cui riqualificazione si concluderà nel 2013, nell’ambito del Parco dell’innovazione e della creatività dell’Area Nord.
Per questo meritano di essere elencati gli attori che hanno collaborato alla rete per la costruzione dei progetti per l’Area Nord.
Le scelte condivise sull’economia della conoscenza a Reggio Emilia si stanno affermando anche nell’opinione pubblica e all’attenzione del mondo della ricerca e delle imprese: lo dimostra fra l’altro la ricerca sulle smart cities (città intelligenti) di Forum Pa, pubblicata dal Sole 24 Ore di ieri, dove Reggio Emilia si colloca all’ottavo posto, dunque nella top ten nazionale, fra i 103 capoluoghi di provincia.
La ricerca è stata presentata in questi giorni a Smart City Exhibition 2012, evento internazionale sulla Città intelligente in corso a Bologna Fiere, dove Reggio Emilia è presente con un proprio stand e porta il proprio contributo a dibattiti e discussioni – vedere nota allegata su Reggio a Smart City Exhibition.




