Si apre lunedì 5 novembre la seconda chiamata del 5° bando del Fondo innovazione che mette a disposizione delle imprese dieci milioni di euro di finanziamenti agevolati per sostenere investimenti in innovazione tecnologica, gestionale-organizzativa e commerciale. Obiettivo della seconda apertura è assicurare continuità all’azione del Fondo e offrire una seconda opportunità alle imprese modenesi dal momento che la prima apertura (dal 4 al 25 giugno) è caduta nel pieno dell’emergenza causata dal sisma.

Il Fondo innovazione, istituito nel 2005 e che finora ha generato un investimento complessivo pari a 58 milioni di euro, è promosso dalla Provincia e dal Comune di Modena, dalla Camera di Commercio, dall’Unione Comuni modenesi Area nord, dall’Unione Terre di castelli e da dieci Comuni del territorio. Nella prima apertura del bando 2012 sono stati presentati 51 progetti ritenuti ammissibili, per un totale di 7 milioni 800 mila euro di investimento, per i quali si sta procedendo, a seguito della valutazione di affidabilità e finanziabilità da parte di banche e confidi, alla erogazione del finanziamento..

«Nel corso degli anni – spiega Daniela Sirotti Mattioli, assessore provinciale alle Politiche per l’economia locale – abbiamo potuto verificare l’efficacia del Fondo nel rafforzare il credito alle piccole e medie imprese e, contemporaneamente, rilanciare la crescita economica. Offre infatti l’opportunità di accedere a fondi del sistema bancario locale a tassi particolarmente agevolati e particolarmente vantaggiosi in termini di garanzie e tassi di interesse. Oltretutto non grava, se non per il contributo di abbattimento dei tassi di interesse, sulle casse delle istituzioni locali».

«In questa congiuntura negativa – aggiunge il segretario generale della Camera di commercio Stefano Bellei – il sostegno all’innovazione diventa strategico per supportare le imprese e la loro competitività. Questa riapertura del bando, inoltre, potrà assicurare continuità agli investimenti innovativi in particolare delle imprese che, a causa del sisma, non hanno potuto accedere alla prima apertura nel giugno scorso». «Si tratta di una boccata di ossigeno per le imprese che affrontano difficoltà congiunturali con la volontà e la capacità di progettare il proprio futuro con creatività e attenzione alla competitività sui mercati – sottolinea Daniele Sitta, assessore allo Sviluppo economico e lavoro del Comune di Modena –. La seconda chiamata per il bando, dopo il sisma, era doverosa ma tutte le imprese del territorio sono fondamentali per l’economia e la qualità della vita di Modena, della sua provincia e dei modenesi. La qualità continua a essere il tratto tipico anche nel mondo dell’impresa, e aiutare finanziariamente il saper fare della nostra gente è un investimento con potenziali ricadute positive per tutti».

Per la seconda chiamata le imprese possono presentare i progetti per i quali chiedono il contributo fino a lunedì 19 novembre. Le domande possono essere compilate esclusivamente on line sul sito www.fondoinnovazione.it (dal quale si può scaricare anche il bando integrale) e dovranno essere complete di firma digitale. Possono accedere al Fondo le piccole e medie imprese (e loro consorzi) con non più di cento addetti, appartenenti ai settori del manifatturiero e dei servizi alla produzione con almeno un’unità operativa nella provincia di Modena. Tra le numerose voci di spesa ammissibili l’acquisto di attrezzature, impianti, hardware e software, il costo del personale dedicato al progetto, delle consulenze specialistiche, dei contratti di ricerca e acquisto/deposito brevetti e licenze. Con il Fondo, risorse pubbliche e private (da parte di Unicredit, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banco Popolare – San Geminiano e San Prospero) sotto forma di provvista e di contributi in abbattimento tassi concorrono a offrire mutui quadriennali del valore compreso tra i 30 mila e i 200 mila euro al tasso d’interesse finale a carico delle imprese che va dal 2 al 3 per cento circa, a seconda del rating assegnato all’impresa. Concorrono al progetto i confidi dell’industria e artigianato, Fidindustria e Unifidi, con garanzie del 50% del finanziamento.