Non mi affascina molto il dibattito delle ultime settimane sul nome della futura provincia di Modena e Reggio Emilia, o di Reggio Emilia e Modena. Anzi, mi chiarisce ulteriormente quanto tempo si perda in Italia sui dettagli, a volte poco importanti, a scapito della sostanza!
Io, piuttosto che per il nome, per il quale un po’ di fantasia sarebbe sufficiente per uscire dall’empasse ridicola, raccoglierei le firme per garantire i presidi sul territorio, in particolare per garantire sicurezza ai cittadini! Raccoglierei le firme per far rimanere la Questura e la Prefettura a Reggio Emilia, magari con maggiori strumenti in dotazione! Invece ci troviamo nell’assurda situazione in cui si innesca una gara a chi ha la città più insicura, decretando che Reggio è più tranquilla di Modena. Assurdo!
Siamo in una situazione in cui ancora non sappiamo come sarà organizzato concretamente il riordino delle Province, non conosciamo come saranno ridistribuite le competenze, dislocato il personale… e stiamo a perdere tempo sul nome! Mi chiedo cosa costi ai cittadini una seduta di consiglio regionale in cui si discute del sesso degli angeli?!? Discutano quanto prima del riordino delle competenze, piuttosto!
Quello che dobbiamo garantire ai cittadini è che non subiranno danni dal riordino ma, al contrario, ne trarranno benefici e, invece, andiamo verso la conferma di tutto ciò che sta accadendo con l’avvio delle cosiddette potature degli enti inutili: impossibilità a valutare gli effetti per mancanza, in molti casi, dei decreti che devono stabilire i trasferimenti di competenze, risorse e personale da un ente all’altro.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto dubbia l’efficacia di molti interventi di riorganizzazione proprio perché, spesso, si sono fermati alla riduzione del numero degli organi collegiali e dei posti di vertice degli enti riordinati.
Le province dovevano essere eliminate, questo Governo e il Parlamento non hanno avuto abbastanza coraggio!
La futura provincia sarà inevitabilmente un ente lontano dai cittadini e non darà risposte migliori ma continuerà a gravare sulle nostre spalle!
Detto questo, facendo una valutazione sul nostro territorio reggiano, non possiamo non tenere conto del tessuto sociale e produttivo, della struttura stessa della nostra provincia, caratterizzata da due fasce di territorio confinanti, una con Modena e una con Parma, da sempre legate a queste due province. La scelta migliore sarebbe stata, dunque, quella della Provincia Emilia, al netto di quanto farà Piacenza con le sue ambizioni di andarsene in Lombardia. Mi limito ad una valutazione del territorio e dei legami economico industriali e non posso che giudicare miope e dettata da logiche diverse dall’interesse del territorio, la scelta del PD reggiano e regionale!
Mi chiedo, poi, che cosa pretenda Modena da Reggio e se il PD reggiano abbia promesso qualcosa a quello modenese!?!? Dal dibattito e dalla supponenza con cui i modenesi affrontano questo passaggio mi sorge un dubbio enorme: non è che i modenesi pretendano le risorse reggiane senza dare in cambio nulla? Magari qualcuno gliel’ha fatto intendere così, mah, non lo sappiamo… certo che è singolare come davanti all’arroganza modenese, il PD reggiano non dica nulla!
Modena poteva rimanere da sola ma ha deciso di “sacrificarsi” unendosi a Reggio Emilia (così dicono loro in un coro unanime che unisce da destra a sinistra senza distinzione di colori) e allora mi chiedo dove starebbe il sacrificio di Modena che pretende tutto da Reggio Emilia? Vista l’incapacità di chi amministra la nostra provincia di difendere il valore dei reggiani, almeno lasciateci il nome, se proprio non siete in grado di proporre nomi nuovi, magari anche più accattivanti!!! Altrimenti, ci dica il PD reggiano in cambio di cosa sia stata svenduta e sbeffeggiata la reggianità!
Invito tutti i politici reggiani, a qualsiasi livello e di qualsiasi schieramento, ognuno nel proprio ruolo, a fare squadra almeno adesso che è in gioco la sicurezza dei cittadini: lasciamo andare la bagarre sul nome e lottiamo per garantire a Reggio l’adeguata rappresentanza territoriale. Prefettura, Questura, Uffici scolastici. Queste sono le cose per cui, forse, bisognerebbe raccogliere le firme o avere garanzie!
(Roberta Rigon, Coordinatrice Provinciale PDL Reggio Emilia)




