Le aree del terremoto poste nella zona nord di Modena sono ancora in uno stato che non esito a definire vergognoso, soprattutto perché la politica ha lasciato troppo spazio ai tecnicismi burocratici. E’ giunta quindi l’ora dei messaggi chiari che la politica locale, ma soprattutto il governo Romano devono necessariamente lanciare.

Da osservare che il Governo, in questi giorni, e’ stato battuto per ben tre volte in commissione bilancio alla Camera sulla legge di stabilita’, anche per un emendamento che chiedeva la proroga del pagamento delle imposte al 30.06.2013, infatti com’è nota la situazione ad oggi è tale che entro il 16 dicembre i cittadini terremotati dovranno tutti pagare le tasse pregresse e maturate imu compresa, un’autentica vergogna che non deve lasciare indifferenti e rispetto la quale è necessaria una mobilitazione anche mediatica.

Il Governo si cela, troppo spesso, dietro l’eventuale possibile copertura finanziaria, ma credo che la politica debba obbligatoriamente alzare la voce e pretendere con forza che tali fondi siano immediatamente reperiti senza se, senza ma e soprattutto senza ritardi.

E’ poi all’ordine del giorno delle priorità del territorio anche un secondo importante aspetto : l’accesso ai contributi per la ricostruzione degli edifici per le imprese, esso, manco a dirlo, è assai difficoltoso sul piano tecnico-pratico e le banche fanno molta fatica, per non dire che praticano ostruzionismo, a concedere mutui per finanziare la differenza non coperta dal contributo, anche questo aspetto non è stato sufficientemente governato e gestito dalla politica, che credo debba anche in questo caso tirare senza tentennamenti le orecchie al sistema bancario! Rimane il tema dei 670 milioni di euro stanziati dalla UE alcune settimane fa, pare che fisicamente non ci siano ancora, la nostra gente non vive di promesse purtroppo è l’ora della concretezza e dei fatti, quindi occorre pretendere risposte chiare da quell’unione Europea che ancora troppo spesso si occupa di diametri di piselli e lunghezza delle banane.

(Rinaldi Bruno, Vice capogruppo PDL)