Apprendiamo, ad onor del vero grazie ad un’interrogazione del cons. regionale Favia, che fermare la costruzione della Cispadana costerebbe alla regione 200 milioni di €. Una cifra importantissima, pari al 10% dell’opera, che la regione, a detta dell’assessore Peri dovrebbe sborsare ad ARC, società concessionaria dell’opera. Ora tutti sappiamo che l’autostrada così progettata è un’assurdità che non porterà alcun beneficio alle zone interessate, anzi, porterà disagi e un forte inquinamento ambientale in una zona già gravemente danneggiata.
Ma torniamo alle penali. La regione, avrebbe firmato un contratto con ARC che comprende penali esagerate e chi sarebbe l’amministratore delegato di ARC? Graziano Patuzzi, dirigente del PD modenese, guarda caso stesso partito dell’assessore Peri. Ora qualcosa non torna, perchè blindare un progetto, la cui procedure ricordiamo, risulta essere irregolare, infatti per legge dovrebbero essere previste alternative al tracciato (compresa l’alternativa zero!) con penali del 10%? Perchè 2 dirigenti dello stesso partito, nelle figure di venditore ed acquirente, blindano un’opera che poi dovranno pagare i cittadini in termini economici e di salute? Ancora peggio forse, la mancanza di trasparenza nel non voler rendere pubblico il contratto stipulato, millantando questioni di privacy. Ma l’opera non è pubblica? Non sono i cittadini che pagano? Perchè non devono avere il diritto di controllare?
La Destra auspica che la magistratura si interessi di questo caso e dissipi i nostri dubbi, perchè in un momento dove le forze dovrebbero essere concentrate sulla ricostruzione post terremoto, si perde tempo in opere dannose, in palese conflitto d’interessi e fatte con procedure che di chiaro non hanno nulla. La magistratura chiarisca questa situazione una volta per tutte e la regione faccia scegliere alle persone della zona, terremotate, se voglio un’autostrada sopra alle macerie delle loro case, chiese e scuole.
(Francesco Malavasi, La Destra Fed. di Modena)




