In un documento comune i consiglieri di minoranza di tutte e sei le Consulte di frazione del Comune di Savignano denunciano al sindaco Caroli un funzionamento non ottimale degli organismi che, pure, rappresentano il punto di incontro e di ascolto dei cittadini. Si chiede, in particolare, che le Consulte siano coinvolte su argomenti di maggiore respiro e che vengano gestite in maniera più “super partes” dagli stessi presidenti.
Il documento è stato firmato dai consiglieri di minoranza di tutte e sei le Consulte di frazione di Savignano, ovvero le Consulte di Castello, Doccia, Formica, Garofano, Magazzino e Mulino. Indirizzato al sindaco Germano Caroli e alla Giunta, in esso si denunciano gravi carenze nella gestione e nel funzionamento delle Consulte, organismi che si caratterizzano come punti di incontro e di ascolto dei cittadini. Secondo i consiglieri di minoranza le Consulte si limitano a discutere, di solito, di temi minori e non sono state coinvolte nella discussione di scelte importanti quali, ad esempio, l’abbandono del Corpo unico di polizia municipale, il progetto Dea Minerva o le decisioni riguardanti la “Casa della cultura”. Alcuni presidenti di Consulta, poi, non danno sufficiente ascolto alle richieste di indire riunioni e hanno un atteggiamento censorio nel momento della verbalizzazione delle stesse. Le minoranze delle Consulte di frazione chiedono, quindi, al sindaco Caroli, in qualità di presidente del Consiglio comunale e quindi di garante di tutte le Consulte, di “vigilare affinché vi sia un atteggiamento più obiettivo e non di parte nel funzionamento di questi organismi, di coinvolgerli anche su argomenti di rilevanza più ampia per la vita della comunità, di promuovere una maggiore autonomia delle Consulte stesse, e di consolidare la consuetudine di una verbalizzazione puntuale di tutte le riunioni”.


