Faceva accomodare i clienti nel Mercedes SLK Coupé dove regalava la prima dose ai nuovi clienti vendendo agli altri lo stupefacente con ribassi anche di 10 euro a dose. Quando il cliente non si faceva piu’ sentire il “coca promoter” si proponeva magari regalando altra dose in modo da stimolarlo a nuovi acquisti. Un giro d’affari assolutamente redditizio quello ricostruito dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia che hanno sentito numerosi clienti – anche giovani rampolli della Reggio bene – accertando centinaia di cessioni di cocaina fatte da Cris ovvero il nome di battaglia con cui il pusher era conosciuto negli ambienti dei cocainomani.
Il GIP del Tribunale di Reggio Emilia Dott. Giovanni GHINI, accogliendo le richieste avanzate dalla D.ssa Katia MARINO, Sostituto presso la Procura reggiana, ha emesso a carico dell’uomo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che la sera del 29 novembre scorso e’ stata eseguita dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Reggio Emilia che hanno condotto le indagini. In carcere con l’accusa di spaccio di stupefacenti aggravato dalla continuazione del reato e’ finito un cittadino nigeriano 25enne senza fissa dimora, ristretto a disposizione della competete Autorità Giudiziaria.
L’indagine prende il via agli inizi di settembre di quest’anno quando i Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Reggio Emilia arrestano in flagrante detenzione illecita di cocaina il predetto nigeriano trovandolo in possesso di un cellulare. Sulla base di dati contenuti nella memoria dell’apparecchio vengono identificati e sentiti numerosi clienti di varie estrazioni sociali, tra cui insospettabili rampolli reggiani, che dichiarano di aver comprato in plurime occasioni cocaina da un giovane di colore che riconoscono nella fotografia con il volto dell’odierno indagato. I racconti si riscontrano a vicenda tanto piu’ in quanto tutti i testimoni attribuiscono allo spacciatore lo stesso numero di telefono e molti anche lo stesso nome di battaglia, Cris.
La certosina attività investigativa portava a ricostruire nell’ultimo anno alcune centinaia di cessioni di cocaina per un business di svariate migliaia di euro. Lo spaccio avveniva secondo una precisa strategia di marketing che vedeva il pusher regalare la prima dose consentendo poi di contrattare al ribasso i successivi acquisti. Quando il cliente non si faceva piu’ sentire il “coca promoter” lo “stimolava” a nuovi acquisti. Le risultanze investigative dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa concordate dalla Procura reggiana e recepite dal GIP hanno quindi portato all’odierno provvedimento restrittivo che ha visto il pusher finire in carcere.




