Nello scorso mese di settembre una giovane reggiana era stata vittima di un furto con strappo della propria borsetta in Piazza Roversi.
La vittima, in compagnia di amiche, era intenta a passeggiare quando alle sue spalle uno sconosciuto l’aggrediva portandole via la borsetta contenente effetti personali e le chiavi dell’automobile.
La malcapitata provò anche ad inseguire il ladro aiutata in questo da un passante, ma il ladro poco distante aveva una bici sulla quale si allontanava, nella fuga però perdeva un telefono cellulare rinvenuto dalla Volante accorsa poco dopo la chiamata al 113.
La ragazza in sede di denuncia dava una descrizione sommaria del ladro.
Gli uomini della Mobile iniziavano subito le ricerche sulla base delle descrizioni somatiche e attivavano nel contempo le indagini sulla proprietà del telefono cellulare.
Gli investigatori accertavano che il telefono era stato rivenduto, così risalendo al negozio di telefonia che lo aveva in vendita rintracciavano il primo possessore il quale sosteneva di averlo ceduto ad un tunisino di cui non sapeva il nome e che conosceva solo di vista.
Gli uomini della Mobile mostravano un identikit all’uomo nel quale egli riconosceva lo sconosciuto acquirente, dall’identikit si passava a foto di pregiudicati somiglianti al volto dell’identikit, tra queste l’uomo riconosceva con certezza quella dell’acquirente.
La Squadra Mobile a conclusione della laboriosa indagine denunciava M. R., 30enne tunisino, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, per furto con strappo.
Sono circa 30 i casi risolti positivamente dalla Squadra Mobile con altrettante denunce in stato di libertà degli autori di reati predatori, soprattutto furti con strappo, alla Procura della Repubblica.



