Diventa operativo, e coinvolge anche l’Area Nord di Reggio Emilia con un finanziamento di 11 milioni di euro, il Piano nazionale Città, programma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avviato lo scorso giugno dal primo decreto sviluppo e dedicato alla rigenerazione delle aree urbane degradate.
Le Amministrazioni comunali di tutta Italia, fra cui Reggio Emilia, hanno inviato nei mesi scorsi, in risposta a un Bando specifico, al ministero delle Infrastrutture e Trasporti 457 proposte di intervento edilizio e urbanistico sui propri territori, chiedendo di cofinanziare le risorse mancanti per l’avvio dei lavori. Una apposita Cabina di regia – comprendente esponenti dei diversi ministeri interessati, oltre che della Conferenza delle Regioni, dell’Anci, dell’Agenzia del Demanio e di Cassa depositi e prestiti – ha classificato, istruito e valutato tutte le proposte pervenute, scegliendone 28.
I progetti che hanno superato la selezione potranno usufruire di un cofinanziamento nazionale di complessivi 318 milioni di euro (224 dal Fondo Piano città e 94 dal Piano d’azione coesione per le Zone franche urbane dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per le Pmi), che attiveranno nell’immediato progetti e lavori pari a 4,4 miliardi di euro complessivi, tra fondi pubblici e privati, in base all’attribuzione compiuta dal ministero.
La selezione ha operato privilegiando le proposte capaci di generare un maggior volume di investimenti per interventi velocemente cantierabili.
LA PROPOSTA DI REGGIO EMILIA – Tra queste, la proposta del Comune di Reggio Emilia per il Piano di azione per l’Area Nord. Su un valore complessivo per infrastrutture stimato in 39,7 milioni di euro, la Cabina di regia ha accordato 11 milioni di euro a Reggio, che con Bologna e Rimini è l’unica città della regione Emilia-Romagna ad avere ottenuto un finanziamento. Agli 11 milioni del ministro per le Infrastrutture e lo Sviluppo economico si aggiungono i 6,5 milioni già resi disponibili dalla Regione Emilia-Romagna per l’Area Nord e gli investimenti delle organizzazioni e società private in particolare per l’area Reggiane.
Operazione nazionale e risultati per Reggio Emilia sono stati illustrati stamani alla stampa dal sindaco di Reggio e presidente dell’Anci Graziano Delrio. All’incontro hanno partecipato gli assessori alle Risorse del territorio Ugo Ferrari e ai Progetti speciali Mimmo Spadoni, che con l’assessore alla Mobilità e Infrastrutture Paolo Gandolfi compongono lo staff per l’Area Nord; il direttore generale del Comune Mauro Bonaretti e il direttore dell’Area pianificazione strategica Massimo Magnani.
Come presidente dell’Anci, Delrio ha detto che nella Cabina di regia ha preso forma “quell’alleanza tra Governo, Regioni e Comuni che abbiamo a lungo e con determinazione richiesto e che dopo dieci anni di nulla ci ha consentito di mettere in piedi in tempi record un Parco progetti di rigenerazione urbana su tutto il territorio nazionale”. Delrio si è riferito non solo ai primi 28 progetti selezionati e finanziati, ma al complesso delle 457 proposte arrivate dalle città, “che consentirebbe l’attivazione di investimenti per più di 18 miliardi, di cui 8,5 già disponibili”. Ecco perché “il Parco progetti che si è costituito, di cui questi 28 sono un inizio, andrà valorizzato anche in futuro, con nuovi finanziamenti per dare ossigeno all’economia e favorire una crescita sana, in un’ottica tipicamente europea di valorizzazione delle aree urbane, luoghi dello sviluppo e della ricerca”.
Delrio ha sottolineato in termini positivi “la metodologia seguita: il Piano città è stato un progetto multifondi: per la prima volta fondi provenienti da ministeri per l’Ambiente, per le politiche di Coesione sociale e Territoriale e per le Infrastrutture sono stati riuniti per creare un budget che promuove la rigenerazione e le politiche urbane. Da 10 anni mancavano in Italia politiche di rigenerazione urbana. Quindi sono un successo il ‘contenitore’ e la metodologia di lavoro che ha coinvolto Regioni e Comuni”.
Dopo il primo nucleo di 28 progetti finanziati, ha aggiunto Delrio, “un secondo nucleo sui risanamenti ambientali verrà approvato prossimamente e, più avanti, sarà attivato un terzo nucleo su aree specifiche: dei questi 457 progetti, dunque, un’ottantina sono quelli che hanno ricevuto finanziamenti in questa prima tranche, fra cui Reggio, o riceveranno finanziamenti nelle fasi successive. Con la collaborazione delle Città, in pochi mesi sono stati reperiti finanziamenti, questi sono stati allocati ed entro pochi mesi si firmeranno i contratti di valorizzazione urbana. Se vi fossero più risorse, questo sarebbe permanete un modo per rispondere alla domanda di crescita che ha questo Paese, con progetti che riguardano la qualità di vita delle città”.
“Reggio Emilia – ha aggiunto il sindaco Delrio – con questo importante finanziamento, risorse pubbliche che ‘muovono’ parallelamente risorse private con specifici accordi di programma, vede riconosciuto il valore progettuale delle proposte formulate nell’ambito delle Infrastrutture e dei Progetti urbani, a sostegno delle competenze distintive, Educazione, Meccatronica e Green economy, indicati agli Stati generali del 2009 e che abbiamo scelto insieme di sviluppare per una nuova economia della conoscenza. Il lavoro compiuto dai quattro Gruppi di progetto per l’Area Nord nei mesi scorsi ci ha consentito di partecipare al Bando del ministero nei tempi assai ristretti che imponeva, con un risultato che riteniamo nel complesso positivo per la città. I finanziamenti si concentrano sulla riqualificazione degli spazi pubblici e l’accessibilità ai luoghi dell’Area Nord, e se sarà possibile l’acquisizione di altri capannoni dell’area Reggiane, per dare sempre maggiore concretezza alle linee guida che il Piano strutturale comunale (Psc) di Reggio prevede, mirando alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione: cioè zero volumetrie nuove e riallocazione di volumetrie esistenti, con un consumo di suolo praticamente pari a zero nei prossimi 20 anni”.
“Credo possiamo affermare – ha concluso Delrio – che la qualità dei nostri progetti sia riconosciuta a livello nazionale e che la qualità progettuale ci permetta di essere competitivi nella ricerca dei finanziamenti italiani ed europei”.
I PROGETTI PRIORITARI PER REGGIO – Dalla Cabina di regia è stato riconosciuto che le opere comprese nella proposta reggiana, sostenuta anche da Industriali Reggio Emilia ed Iren Rinnovabili attraverso una lettera di manifestazione d’interesse, “sono strategiche per lo sviluppo della città e in particolare dell’Area Nord, in grado di accompagnare una forte innovazione nel modello economico, sociale e culturale e nella diffusione dell’effetto città e dell’effetto comunità in termini di una maggiore qualità della vita”.
Nell’ambito dell’Area Nord, sono sette gli interventi prioritari indicati dal Comune di Reggio per il finanziamento, che si concentra in particolare sugli spazi pubblici, sulla loro riqualificazione e l’accessibilità alle strutture:
– riapertura, riqualificazione morfologica e riorganizzazione funzionale del braccio storico di viale Ramazzini, attualmente inglobato nell’area industriale dismessa delle Reggiane;
– riqualificazione e trasformazione di piazzale Europa nel centro fisico del Parco della Conoscenza, Innovazione e Creatività, al fine di potenziare, con infrastrutture adeguate, le competenze distintive per sviluppare il nuovo modello di economia della conoscenza per la città, attraverso l’area Reggiane. Questo intervento è importante per collegare l’area alla città e al suo centro storico attraverso il potenziamento dell’accessibilità pubblica e privata;
– insediamento di nuovi centri di ricerca applicata, di start – up e spin – off d’impresa, di attività produttive e di terziario avanzato nel Capannone 18 delle Reggiane (è già oggetto di interesse di società private reggiane per installarvi centri di ricerca e innovazione di progetto e prodotto: in particolare Iren Rinnovabili ha formulato un’offerta di acquisto alla proprietà). Il Capannone 18 è accanto al Capannone 19, riqualificato entro la primavera 2013 e destinato al Tecnopolo reggiano (laboratori di Università, Crpa e Rei-Reggio Emilia Innovazione);
– realizzazione del sistema ciclabile e pedonale di superamento del fascio ferroviario;
– realizzazione del sottopasso di collegamento con i viali di Circonvallazione in corrispondenza di via Lama Golese;
– riqualificazione morfologica e riorganizzazione funzionale di via Gramsci: un intervento rilevante al fine di mettere in relazione il nodo Mediopadano con la città e quest’ultima con l’Area vasta e l’Europa;
– realizzazione del sistema di paesaggio: con questo intervento in particolare si vuole generare l’effetto città per potenziare la qualità urbana nell’Area Nord a beneficio di tutti gli insediamenti, a cominciare da quelli residenziali storici. Si vuole ricostruire l’identità del territorio attraverso la modellazione del paesaggio come infrastruttura connettiva e relazionale.
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IL PROGETTO CITTÀ EDUCANTE VINCITORE DEL BANDO MIUR SMART CITIES – Se il cofinanziamento del ministero delle Infrastrutture per l’Area Nord riconosce la qualità dei progetti dei “contenitori fisici”, la dotazione strutturale appunto, “d’altra parte tale qualità – ha detto il direttore generale Bonaretti – è stata di recente riconosciuta anche per i progetti di ‘contenuto’ proposti da Reggio Emilia. E’ il caso del progetto Città educante che ha vinto, ottenendo il primo posto nella graduatoria per l’aggiudicazione della linea Smart Communities, in particolare sul tema dell’Educazione, promossa dal ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur) con il Bando per la creazione di Cluster tecnologici nazionali”.
Il progetto Città educante – un valore di oltre 10 milioni di euro, significativamente strutturato su Reggio Emilia con il coinvolgimento di Reggio Children, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e imprese del Club Digitale – pone al centro il rapporto tra educazione e tecnologie, è una risposta alle sfide sociali legate al rinnovamento del sistema educativo e dell’istruzione e formazione e vede capofila la Fondazione Reggio Children di Reggio Emilia insieme con Alma Viva – The italian innovation company spa e coinvolge una serie di soggetti proponenti, diversi dei quali reggiani, di rilievo nazionale e internazionale quali: Vitrociset spa; Rai-Tv; Cnr – Consiglio nazionale delle ricerche; Università degli studi di Trento; Università degli studi di Modena e Reggio Emilia; 15 piccole e medie imprese emiliano-romagnole associate al Club Digitale: le reggiane OT consulting, Pico, Netribe, RV system, Re-Lab, Bluelink, Sedoc, E-Land, Tiwi e Guglielmo; Green Team (Bologna), K Labs (Modena), Ebilling (Modena), Infofactory (Udine), Netresult (Pistoia).
“Il progetto e le risorse – ha spiegato Bonaretti – permettono di fare investimenti e creare prototipi sull’uso delle tecnologie digitali all’interno del sistema scolastico. E’ per noi fondamentale, perché significa per le nostre imprese mettere a punto prototipi industriali di questo genere, per le nostre scuole essere tra le più avanzate e un rapporto costante tra Università, Fondazione Reggio Children e sistema delle imprese, così come ipotizzato negli Stati generali. E’ un primo grande progetto che porta nella nostra città un sistema di investimenti nazionali di grande profilo e che pone Reggio come baricentro”.
“Il tema è la qualità del progetto – ha concluso Bonaretti – un passaggio importante verso quella che può essere chiamata una ‘Education valley’, su cui anche il sistema delle imprese stanno scommettendo in termini di investimenti per ricerca e sviluppo: non è banale, in una fase come questa”.
Le premesse e gli obiettivi del progetto Città educante, in sintesi, sono i seguenti: “Le pratiche di insegnamento sono strutturate su modelli consolidati, socialmente accreditati che chiedono, per addivenire ad una loro modificazione, processi lunghi e fortemente accompagnati. La scuola si sta dimostrando inadatta a rispondere alle esigenze nascenti da una società sempre più basata sulla conoscenza. È necessario quindi individuare un nuovo approccio di insegnamento che partendo da una scuola, trasmissiva, centrata sul docente, centrata sui contenuti permetta un cambiamento verso una scuola centrata sull’alunno e centrata sulle competenze.
“La struttura della ricerca prevede la definizione di 4 ambiti di indagine differenti corrispondenti a diversi bisogni e situazioni di contento. Il progetto porterà alla realizzazione di quattro dimostratori che saranno implementati per fascia d’età (3-12; 12-18; 19-25; oltre: life-long-learning) coinvolgendo bambini ragazzi, insegnanti, dirigenti, coordinatori pedagogici, famiglie e aziende”.
Il valore totale di progetto Città educante è di 10.588.878 euro così suddivisi: ricerca industriale 6.633.704 euro, sviluppo sperimentale 2.984.174 euro, progetto di formazione 971.000 euro. A questi investimenti, il ministero contribuisce con cofinanziamento e introducendo forme di credito agevolato.
Vincere il Bando infine significa per la Fondazione Reggio Children ottenere il primo riconoscimento istituzionale nell’ambito della ricerca e per il territorio di Reggio Emilia accedere ai futuri bandi di Europa 2020, con un riconoscimento governativo di eccellenza nel campo dell’Educazione.


